Italia
Calafuria, dal mare spunta un femore
Un sub lo ha trovato durante un’immersione a 150 metri dalla costa, a 27 metri di profondità. Indaga la polizia
LIVORNO. Misterioso ritrovamento ieri mattina nel mare livornese. Un gruppo di sub, di ritorno da un’immersione, ha rinvenuto un femore umano a circa 27 metri di profondità, nello spicchio d’acqua di fronte alla Torre di Calafuria.
Anche se al momento è impossibile avanzare qualsiasi tipo di ipotesi, la scoperta potrebbe rappresentare un’importante svolta per uno dei casi di persone scomparse nel mare del Romito, che ancora non ha restituito alcuni dei corpi che si è preso.
A ricostruire le fasi della scoperta è Simona Vajani, responsabile del diving center “La Torre di Calafuria”, struttura situata sulla scogliera, davanti ai siti di immersione, che offre servizi di ricarica bombole o immersioni guidate.
«Il ritrovamento del femore - racconta Simona - è stato fatto da un gruppo di sub fiorentini, arrivati di buon mattino per fare un’immersione ricreativa». «Non si è trattato di una visita guidata - precisa la responsabile del centro - Come di consueto abbiamo offerto i nostri servizi di appoggio ai soci dell’associazione, ma i sub si sono calati in mare in modo autonomo».
Durante la fase di rientro dall’immersione, giunto più o meno a 150 metri dalla costa e a circa 27 metri di profondità, uno dei sub nota qualcosa tra gli scogli della cigliata di destra. La visibilità in acqua non è perfetta, ma l’uomo si rende conto quasi immediatamente di trovarsi di fronte a un osso. Decide perciò di raccoglierlo prima di dirigersi con i compagni verso la scogliera.
Una volta tornati al diving center, ciò che prima era un forte presentimento diventa una certezza. La conformazione dell’osso non lascia spazio a dubbi: si tratta di un femore umano. «A confermarlo - aggiunge Simona - è stato un altro nostro socio che stava per procedere all’immersione. Il caso ha voluto che fosse un medico, perciò per lui non è stato particolarmente difficile accertare il fatto che si trattasse di un osso umano».
È lo stesso medico a chiamare la polizia, che giunge sul posto da lì a pochi minuti. Il femore è preso in consegna da una squadra della scientifica, mentre una motovedetta rimane a presidiare il tratto di mare in cui è avvenuto il ritrovamento dell’osso.
Vengono allertati anche i vigili del fuoco, che programmano un’ispezione nel pomeriggio: il gruppo dei sommozzatori batte lo spicchio d’acqua di fronte al diving center, ma il mare non riserva altre sorprese. Non è da escludere che oggi o nei prossimi giorni possano riprendere le ricerche.
Il mistero del femore è ben lontano dall’essere risolto. Il resto umano si trova ora all’obitorio del cimitero comunale. Se da un lato è prematuro avanzare qualsiasi ipotesi, al contempo non si può scartare alcun tipo di scenario.
Per sapere qualcosa in più si dovranno aspettare le disposizioni del magistrato.
In seguito gli esami disposti dalla scientifica sull’osso umano potrebbero ricomporre il mosaico e fornire alcune informazioni chiave.
A chi apparteneva il femore? Da quanto tempo si trovava in acqua? Sono queste le domande su cui da oggi si concentrerà l’operato degli esperti.
La speranza è che le analisi scientifiche permettano di collegare il ritrovamento a uno dei molti casi di persone scomparse, nella zona del Romito e non solo.
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