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Livorno

DE FILICAIA: I GRILLINI NON SONO UNA METEORA

«Cari elettori, abbiamo capito il messaggio»

«Cari elettori, abbiamo capito il messaggio»

Pd, incontro con i responsabili dei circoli in vista del conclave di lunedì con gli iscritti

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LIVORNO. «Il messaggio degli elettori l’abbiamo capito: è arrivato forte e chiaro. Grillo non ha catturato consenso solo fra gli ex astensionisti, nella sinistra radicale o a destra: ha avuto il voto anche di qualcuno che votava per noi. Non abbiamo paura ma non c’è più niente di scontato: il consenso dobbiamo andare a riconquistarcelo». Non potrebbe essere più esplicito Yari De Filicaia, segretario cittadino del Pd, al termine della riunione -fiume che lo ha visto faccia a faccia con i segretari dei circoli. Praticamente al completo: chi non ha potuto esser presente, ha comunque delegato un rappresentante del circolo.

In vista c’è l’appuntamento di lunedì: la circoscrizione 1 ospiterà l’assemblea degli iscritti Pd, il primo appuntamento per tastare il polso alla base dopo lo choc del voto.

Negli interventi dei dirigenti cittadini come dei quadri di base è saltata fuori la con sapevolezza che «non abbiamo di fronte una meteora o un voto soltanto di pancia»: per la prima volta a distanza di decenni dagli anni in cui la Dc poteva contare su una propria rete territoriale, la forte presenza dei grillini ai seggi («c’eravamo praticamente noi e loro») ha mostrato una solidità organizzativa che gli esponenti Pd hanno valutato con attenzione.

Non risulta che sia stata posta la questione della decapitazione dell’attuale gruppo dirigente, dopo che nei giorni scorsi era stato il renziano Bettinetti (come «semplice iscritto Pd») a chiedere via Facebook all’attuale vertice locale del partito di farsi da parte.

A quanto è dato sapere, è stata respinta al mittente l’idea che esista un “caso Livorno”: i numeri parlano chiaro ma i dirigenti Pd preferiscono sottolineare che «il dato è in linea con le tendenze in atto» e, semmai, «i 40mila voti che prendevamo non sono più sufficienti, dunque bisogna essere in grado di conquistarne altri». Non è mancata la sottolineatura del fatto che Bersani ha parlato «troppo da premier già eletto e poco da candidato a caccia di voti». Con un accento specifico sul futuro: guai a alleanze con Berlusconi se non si vuol allargare lo smottamento dei consensi.

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