Italia
IR METODO LIVORNESE
di CLAUDIO MARMUGI Ci siamo. La gente è già in ritiro per l’urtimo dell’anno. Si fa come le squadre di ‘arcio. Ci si barrica in convento, in meditazione spirituale per poi scatenassi in un giro di...
di CLAUDIO MARMUGI
Ci siamo. La gente è già in ritiro per l’urtimo dell’anno. Si fa come le squadre di ‘arcio. Ci si barrica in convento, in meditazione spirituale per poi scatenassi in un giro di ‘azzate a non finire, tutte da fa' in sequenza l’urtimo dell’anno. La quiete prima della tempesta. Livorno, a questo proposito, può contà sempre su’ de’ personaggi 'ncredibili e su arcuni esempi classici: c’è quello che è già briao alle sei e mezzo di sera e s’addormenta alle nove e un quarto come i bimbi, sicché de’ festeggiamenti ‘un vede nulla; c’è quello che tutto carico inizia a scoppià i botti dalla mattina der 31 e alle tre der pomeriggio non ce n’ha più nemmeno uno da accende’ e inizia a scoppià i sacchetti der pane e a fa’ l’imitazione dei foi d’artificio con la bocca; c’è quello che vuole andà in mille posti tutti insieme per indovinà dove c’è più gente e dove divertissi per forza e passa la serata a girà e basta con l’ansia fra la terrazza, la pista der ghiaccio, ir centro e la periferia; c’è quello che guarda su RaiTre uno spezzone in bianco e nero d’un urtimo dell’anno der ’61 con Corrado, Sandra e Raimondo e Mike Bongiorno e pensa che sia ‘n diretta; c’è quello che fa l’auguri a tutti su Facebook e inizia ir 26 sera, poi ir 31, preso dai sensi di ‘orpa, li rifà a tutti daccapo, perché pensa che se ne siano scordati che gliel’ha fatti la settimana prima (e tutti di solito lo ‘ancellano o lo segnalano come scocciatore seriale); c’è quello che mangia a sfà e dice: “Anno novo, mi dò una carmata” e però intende ir 2014; c’è anche quello che sbaglia fisso ir vestito: si veste elegante per andà alla festa dove son tutti gnudi (o casual) o si veste casual dove son tutti con lo smochinghé, e ci soffre abbestia, dannandosi e promettendo che l’anno prossimo si veste ar contrario (e risbaglia di siuro).
L’urtimo dell’anno, ‘nsomma, è una festa complicata. Non sai mai se buttatti in piazza o ar chiuso, ar freddo o ar cardo, se piove o c’è ‘r Sole, se restà a casa o uscì, se mangià quer che c’è o fa ir cenone – poche feste mandano in paranoia come aspettà la mezzanotte. Le idee migliori son sempre velle livornesi, sennò ‘un s’era quelli che s’inventava ir detto: “Se vuoi fa come ti pare, vieni a Livorno”. Ir metodo livornese è “festeggia a che ora ti pare, come ti pare e con chi ti pare”. L’anarchia. Quelli che lo fanno si riconoscano e l’avete sentiti tutti: son quelli che accendano una gragnola di botti alle 7 der mattino dell’uno o che sonano ir clacson alle 5 inneggiando contro Pisa senza un perché.
Loro hanno visto un ber mondo. Speriamo di vedello anche noi. Bonanno, gente.
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