Meteo
Se il simbolo dell’anno vecchio è un naufragio
Concordia: prima la tragedia, poi la paura Il relitto resta in bilico sul fondale del Giglio
Poche settimane fa alcuni ragazzi hanno cercato di catturarne qualche immagine “esclusiva” con un aereo radiocomandato. Come se il relitto della Costa Concordia, da un anno appoggiato in falsa quiete sullo scivoloso fondale del Giglio, fosse un monumento o una base militare top secret. In realtà il gigante di acciaio, vetro, plastica è molto di più: storia simbolo del 2012 (non solo per la Toscana), memento di come non ci si possa prendere gioco del mare e pericolo ambientale ancora e sempre incombente, anche dodici mesi dopo.
Tre fili di una trama che - a ben vedere - era già visibile fin dai primi giorni. Fin dalla gelida serata del 13 gennaio, quando il piccolo scoglio delle Scole, inconsapevole Davide dei mari, ferisce a morte il Golia-Concordia, un bestione da 17 ponti e 290 metri di lunghezza. Per tutta la notte i soccorritori lavorano per portare in salvo le 4.230 persone a bordo, fra passeggeri e membri dell’equipaggio. Uno sforzo immane, anche per la difficoltà di operare su uno scafo inclinato, nel quale le porte diventano botole e le pareti soffitti. Il bilancio in vite umane sarà pesante: 30 morti recuperati e due dispersi che ancora il mare (o la nave) non ha restituito. Ci sono Dayana (6 anni, la più piccola) e Horst, Mylene e Siglinde. Nomi da tutto il mondo, passeggeri che hanno incrociate le loro vite con una tragedia che è rimbalzata, per giorni, sui media di tutti i Paesi.
Così come è rimbalzato il nome di Francesco Schettino, il capitano della nave che, secondo l’accusa, avrebbe portato la nave sugli scogli per il famigerato inchino, il saluto all’Isola del Giglio del “gigante buono”. Invece il gigante e, più che altro il suo capitano, sono diventati all’improvviso “cattivi”: della loro responsabilità penale deciderà la giustizia, impegnata in un processo dalle dimensioni ciclopiche per le parti presenti e per i materiali nel fascicolo. Ma prima, e al di là, degli aspetti processuali c’è la ferita aperta per il Giglio e il suo mare. Gli interventi immediati hanno impedito che le migliaia di tonnellate di carburante, insieme alle suppellettili, agli alimenti, alle sostanze chimiche, venissero sversate nel mare, causando un danno ambientale catastrofico.
Il pericolo è sempre in agguato: la nave, infatti, è sull’orlo di un precipizio sottomarino e i suoi spostamenti vengono continuamente monitorati. Tutto intorno, intanto, è nata una vera e propria cittadella: quella degli operai e dei tecnici che lavorano al piano per la rimozione dell’americana Titan insieme alla romagnola Micoperi. Un’operazione mai tentata prima, che lascia aperto più di un timore. Secondo il progetto, lo scafo sarà prima raddrizzato, poi verranno applicati dei cassoni per consentire il galleggiamento e il successivo rimorchio.. Una serie di operazioni delicatissime, durante le quali l’imprevisto sarà sempre in agguato. In ogni caso, passerà ancora un bel po’ di tempo prima che il relitto della Concordia lasci punta Gabbianara, dove è spiaggiato. Le ultime previsioni parlano del mese di settembre 2013, quando saranno passati oltre venti mesi dal disastro. Ma - viste dall’ottica dei gigliesi - saranno trascorse soprattutto due estati, due stagioni turistiche con l’ingombrantissimo fardello della nave a fare da compagna assai poco gradita dei visitatori.
E se il Giglio conta i giorni che mancano alla rimozione c’è Piombino che farebbe carte false per accogliere lo scafo. Negli anni della grande crisi della siderurgia, lo smantellamento della nave significherebbe lavoro e pane per centinaia, forse migliaia di persone. Regione e ministro dell’ambiente hanno preso posizione per questa soluzione. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se l’ombra di una tragedia globale possa essere rischiarata da un piccolo raggio di luce per una comunità di lavoratori in crisi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
GUARDA LO SPECIALE
SUL NAUFRAGIO
WWW.ILTIRRENO.IT
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

