Sfida finale fra i 6 duellanti È lo sprint in vista del voto
Doppio round a Rosignano e in circoscrizione (di fronte a 200 persone) Caccia agli indecisi. Sotto i riflettori diritti civili, ospedale, porto e turismo
LIVORNO. Sprint finale per i candidati in lizza alle primarie Pd in agenda per domani: doppio round, a Rosignano in piazza del Mercato e poi Livorno alla circoscrizione 1.
Davanti alla platea degli iscritti (circa 200 in Corea), i veleni che scorrono nelle stanze del partito sono rimasti nascosti dietro al microfono. Al bancone con i sei candidati si sono seduti i due segretari, il cecinese Samuele Lippi e il livornese Yari De Filicaia.
Prima spazio alle presentazioni. La giovane renziana Valentina Costagli (31 anni) racconta della laurea in lingue, del master in economia tra Spagna e Svizzera, del lavoro in un grande albergo in Florida, della meritocrazia non trovata al ritorno in Italia, del lavoro nella tabaccheria di famiglia e di «quell’entusiasmo che vorrei portare in Parlamento insieme alla rabbia dei giovani». La cecinese Maria Grazia Rocchi parte dal suo lavoro di insegnante, preside, dal suo «confrontarsi quotidianamente con le famiglie». La livornese Marida Bolognesi, ex parlamentare, anche lei insegnante, ripercorre la «staffetta in Parlamento» e sottolinea di essersi voluta «mettere a disposizione ora perché nella legislatura che credo sarà sulle spalle del Pd avremo bisogno di energie fresche, ma anche di esperienza e competenza».
Miriano Corsini (Castagneto), presidente del consorzio Terre dell’Etruria, pone l’accento su imprenditoria e cooperative, ricordando le eccellenze del territorio. Il livornese Elis Bufalini si racconta, a partire dallo sport, il basket, «che mi ha tolto dalla strada», fino al percorso politico e alle dimissioni «come promesso anche se non erano obbligatorie» da capogruppo in Provincia, «per trasparenza e correttezza». Poi il senatore in carica, Marco Filippi, che è agli iscritti e agli elettori, più che ai vertici del partito, che ora chiederà un giudizio sul proprio operato.
La strada, per qualcuno, si fa più tortuosa quando dalla platea chiedono risposte chiare su nuovo ospedale (quasi tutti parlano del sistema sanitario senza affrontare di petto la patata bollente livornese), alleanze politiche («temo che il Pd faccia da stampella a Monti premier», dice Corsini, mentre altri guardano ai moderati), diritti civili. È il segretario di Livorno, Yari De Filicaia, a chiedere conto e programmi sulla prima “industria” della città: il porto. Filippi, che è capogruppo Pd in commissione lavori pubblici in Senato, mette fra le priorità dragaggi e infrastrutture di collegamento. Bolognesi parla di «un’unica Autorità portuale toscana che abbia sede a Livorno». Bufalini, su porto e sanità, raccomanda alla politica di ascoltare di più gli addetti ai lavori. Dalla provincia dicono in soldoni “ci siamo anche noi” e chiedono un sistema integrato che faccia scivolare i turisti anche verso le eccellenze di Castagneto e dintorni.
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