Il Tirreno

Livorno

Lo scherzo della lapide finisce in procura

di Lara Loreti
Lo scherzo della lapide finisce in procura

Si è trattato di una goliardata fra amici: il festeggiato non vuole portarla a casa e così finisce nel cassonetto dove è stata trovata da un passante

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LIVORNO. «Qui giace il nostro amico xxx nato nel xxx e morto il 15 dicembre 2012». Una lapide vera, con tutti i crismi: di marmo, con tanto di foto e croce, con data di nascita e di morte. Unico particolare stonato: il defunto... è vivo. Ed è ben presente a una cena in cui gli amici gli tirano uno scherzo più macabro che goliardico: gli regalano un epitaffio che porta come data di morte il giorno stesso della cena. Ma le risate si tramutano presto in notizia di reato. Lo scherzo scatena un’indagine e, morale della favola, lo scherzo finisce in Procura. Il reato ipotizzato è quello di procurato allarme.

Tutto inizia il 15 dicembre. Una serata di risate e burle in un ristorante del centro. La serata è divertente e spensierata... oltre che benedetta. Tra gli ospiti infatti, c’è anche un (finto) alto prelato che nella sceneggiata interpreta il monsignore che dà l’estrema unzione al festeggiato. Uno scherzo organizzato dagli amici per giocare sull’essere un po’ superstizioso dell’attore principale del simulato funerale. A fine serata, però, il protagonista si rifiuta di portare a casa la lapide (e come biasimarlo) e quindi l’affida a un amico, che decide di disfarsene, gettandola vicino a un cassonetto del suo quartiere.

Tutto bene finché, giovedì mattina, camminando per via Costanza a Salviano, un passante nota uno strano pacchetto aperto che contiene una lapide e avverte i carabinieri, che poi incaricano i vigili urbani. Due giorni di ricerche culminati e ieri mattina, quando una pattuglia dei vigili bussa alla porta della casa del destinatario del curioso regalo e lo interpella sulla questione. A quel punto i vigili sono costretti a redigere una notizia di reato per procurato allarme. Senza contare che in questa particolare vicenda c’è anche un illecito amministrativo: è vietato infatti scaricare rifiuti di quel tipo fuori da un comune cassonetto. E ora quindi l’autore dello scherzo rischia denuncia penale e multa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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