Il Tirreno

Livorno

Grassi, dimissioni ufficiali

«Nessun rancore ma la macchina del Comune non va»

«Nessun rancore ma la macchina del Comune non va»

LIVORNO. L’assessore Mauro Grassi, con una lettera indirizzata al sindaco Alessandro Cosimi e agli assessori di Palazzo Civico, ha rassegnato ufficialmente le proprie dimissioni. «Caro Sindaco – si...

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LIVORNO. L’assessore Mauro Grassi, con una lettera indirizzata al sindaco Alessandro Cosimi e agli assessori di Palazzo Civico, ha rassegnato ufficialmente le proprie dimissioni.

«Caro Sindaco – si legge nella nota inviata oggi (giovedì 27 dicembre) – con la presente sono a rassegnarti formalmente le mie dimissioni dalla carica assessorile, affidatami più di 14 mesi fa. Ho accettato il delicato compito conferitomi con grande entusiasmo e ho lavorato per sostenere al massimo l'attuale vicenda amministrativa; ho messo a disposizione dell'intera comunità la mia caparbietà, la mia ostinazione nel raggiungere gli obiettivi condivisi, il mio tempo, la mia professionalità, il mio saper fare squadra».

Grassi è stato “invitato” da Cosimi a lasciare la giunta dopo essere sceso in campo (il sindaco dice a sua insaputa) per le primarie che decideranno senatori e deputati del Pd. L’ex assessore, però, non è riuscito a ottenere le 212 firme necessarie tra gli iscritti.

«Ho dato disponibilità totale ai cittadini – rivendica Grassi – agli utenti in genere, quale che fosse la loro provenienza sociale o politica, facendo diventare ogni loro esigenza un problema da affrontare e risolvere. Subito. La logica del rimandare a domani i problemi di oggi davvero non mi appartiene. È una questione di stile e di rispetto dei cittadini».

«Ma nonostante tutto – accenna la polemica – evidentemente bisogna fare altro; bisognerebbe che da più parti si facesse altro. Di più: bisognerebbe costruire, più che demolire. Rinnovare, ridare speranza a una città che soffre di tanti problemi e ha bisogno di credere di più nel suo futuro. Ciò che ho fatto e ciò che ancora avrei potuto realizzare, di più e meglio, lo rimetto al giudizio altrui». Poi Grassi ringrazia i colleghi assessori, i dirigenti e dipendenti del Comune. Non senza una stoccata: «La macchina comunale – scrive – non sempre ha dato prova di efficienza e tempestività nelle decisioni. Ma non posso dire che questo sia dipeso dal basso impegno dei singoli».

«Ora – chiude – devo cambiare pagina. Voglio tuttavia continuare a spendermi per questa Regione, in ogni modo. Sono grato a te – dice al sindaco – e a chi ha creduto nelle mie potenzialità. Ritengo di non aver profuso invano le mie energie. E saluto, non senza un velo di tristezza, questa città che comunque mi ha fatto sentire parte di se' stessa e che mi ha accettato, pur tra qualche labronica asperità, con affetto e attenzione». E prima della firma un saluto chiaro: «Senza rancore»,.

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