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Dopo il ricorso del ministero ecco la sentenza del tar

Stop alla tassa di sbarco per chi arriva a Capraia

CAPRAIA ISOLA. Stop alla tassa di sbarco per i turisti che arrivano sull’isola di Capraia a bordo di navi vettore, vale a dire imbarcazioni che fanno collegamenti marittimi saltuari ma non si possono...

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CAPRAIA ISOLA. Stop alla tassa di sbarco per i turisti che arrivano sull’isola di Capraia a bordo di navi vettore, vale a dire imbarcazioni che fanno collegamenti marittimi saltuari ma non si possono classificare come una vera e propria linea di navigazione nonostante viaggi anche periodici e ad orari prestabiliti.

L’esempio pratico della categoria a cui si fa riferimento lo fa il sindaco di Capraia Gaetano Guarente all’indomani della sentenza del Tar della Toscana che ha dato ragione al ministero dell’Economia che ha impugnato il provvedimento del Comune.

«Soprattutto nel periodo estivo – spiega Guarente – in porto arrivano traghetti anche di piccole dimensioni dall’isola d’Elba oppure dalla Liguria con a bordo decine se non centinaia di turisti. Quel tipo di imbarcazioni, secondo il ministero, non devono versare al Comune la tassa di soggiorno che invece rimane per la nave di linea della Toremar».

Secondo la legge ogni Comune poteva fissare una tariffa massima di 1,50 euro che se moltiplicato per ogni turista alla fine della stagione poteva trasformarsi in un bel gruzzoletto da reinvestire in turismo.

«In vista della sentenza del Tar – prosegue il sindaco – non avevamo messo quei soldi a bilancio che per noi sono cifre piccole rispetto ad isole come Ponza. In ogni caso – va vanti – trovo assurdo che il territorio non abbia alcun beneficio dalla sbarco di turisti che arrivano, mangiano al sacco e ripartono».

Al centro del ricorso del Ministero delle economie e delle finanze la deliberazione del consiglio comunale di Capraia Isola dello scorso 21 giugno con il quel veniva data applicazione alla tassa di sbarco.

«L’imposta – si legge – è l’alternativa alla tassa di soggiorno ed è corrisposta da ogni persona fisica che per giungere sull’isola utilizzi traghetti o altri mezzi delle Compagnie di navigazione che forniscono collegamenti di linea unitamente ad altri vettori pubblici o privati».

Secondo i tre componenti della Corte il regolamento impugnato «viola i limiti fissati facendo riferimento a vettori pubblici o privati o comunque ad altri soggetti diversi dalle compagni di navigazione che forniscono collegamenti marittimi di linea».

Secondo il Tribunale all’interno del regolamento c’è anche un errore formale nel capitolo che riguarda le “Controversie”.

Ecco perché – scrivono i giudici – «ritenuto che il ricorso deve essere accolto e che il regolamento impugnato deve essere conseguentemente annullato nelle parti precedentemente individuate come illegittime».

(f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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