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Livorno

STATO DI AGITAZIONe

Stefan, da cinque mesi senza stipendio Protestano i dipendenti

di Rosanna Harper
Stefan, da cinque mesi senza stipendio Protestano i dipendenti

LIVORNO. Dipendenti Stefan in stato di agitazione. I lavoratori della nota catena di negozi di articoli per la casa e vestiario annunciano la sospensione dell’attività lavorativa, con relativa...

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LIVORNO. Dipendenti Stefan in stato di agitazione. I lavoratori della nota catena di negozi di articoli per la casa e vestiario annunciano la sospensione dell’attività lavorativa, con relativa chiusura dell’esercizio, per mercoledì. La mancata ricezione dello stipendio da agosto è alla base del malcontento dei lavoratori. I diciannove dipendenti del negozio di viale Carducci, infatti, stanno aspettando il pagamento dei loro compensi per i mesi lavorativi di settembre, ottobre, novembre e dicembre. Solo nel mese di dicembre i lavoratori si sono visti accreditare la tredicesima e metà stipendio di agosto. E tutto questo a pochi giorni dalla cessione dell’attività lavorativa che, a partire dalla metà di gennaio, dovrebbe essere assimilata (salvo imprevisti) da un altro gruppo: Maury’s. A tutto questo si aggiunge una domanda di concordato preventivo che Stefan, amministrata da Giuseppe Videtta, ha presentato in tribunale. Con la domanda di concordato, così come spiega Marco Ghezzani di Filcams Cgil: «Gli stipendi arretrati dei lavoratori, sia di coloro che per effetto della chiusura attività sono passati già in altri magazzini, sia di coloro che, invece, attendono di lavorare sotto altri marchi, potrebbero essere congelati». Ghezzani aggiunge, inoltre: «A livello regionale è stato concordato un accordo tra sindacati e Maury’s, con il quale il nuovo gruppo si impegna a stanziare un capitale che sarà suddiviso tra tutti i lavoratori di Stefan». I dipendenti, oltre ai mesi arretrati, aspettano che ferie e permessi, accumulati nel corso degli anni, siano pagati. L’azienda ha negato questa possibilità. «Siamo indignate - incalza un gruppo di lavoratrici - Alcune di noi lavorano in negozio da molti anni: abbiamo famiglia, un mutuo e un affitto da pagare. Non possiamo andare avanti così».

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