Il Tirreno

Livorno

Shopping più corto e low cost È il Natale al tempo della crisi

di Martina Corirossi
Shopping più corto e low cost È il Natale al tempo della crisi

L’operazione acquisti diventa più selettiva: in tanti davanti alle vetrine ma pochi comprano E ora spuntano anche sconti a tema (su gruppi di prodotti) o a tempo (su tutta la merce in mezz’ora)

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LIVORNO. Si spende meno ma non si rinuncia a fare i regali. Mai come di questi tempi è vero l'assunto “conta il pensiero”. L'ultimo weekend prima del Natale rivela le tendenze del mercato. Si opta per un piccolo “cadeau”, il cui prezzo oscilla dai 15 ai 30 euro.

«Data la necessità di contenere la spesa – spiega Alberto Bartoloni, titolare di Zita Broolz, storico negozio in via Grande – si punta alla piccola pelletteria: portachiavi, portafogli e cinture».

Sono finiti insomma, i tempi in cui si regalavano borse e giacchetti conciati a mano. L'abbigliamento spopola nelle grandi catene low cost: Zara, Bershka, H&M che corre sull'onda della recentissima apertura. Eppure non più del 40% dei clienti si trasforma in acquirenti. Il resto pratica quello che viene definito “window shopping”: guardano la merce esposta, tentennano, e poi si defilano con il classico «casomai ripasso».

Basta dare un’occhiata alle strade dello shopping in centro: tanta gente a spasso di vetrina in vetrina, qualcuno entra ma, se si guarda all’interno dei negozi, ecco che è rarissimo vedere la fila alla cassa.

«Sapevamo che la tendenza sarebbe stata negativa – dice ancora Bartoloni – e le vendite hanno finora confermato le aspettative».

Un'altra novità riguarda la tempistica. I momenti liberi scarseggiano e i soldi nel portafogli pure, dunque per fare i regali si temporeggia. Il timore di trovare gli scaffali vuoti non c'è più. La partita si gioca negli ultimi cinque giorni. «In passato gli acquisti natalizi iniziavano già alla fine del mese di novembre, – raccontano i commercianti – adesso la corsa ai regali si anima a partire dall'ultima settimana prima delle festività. Si aspetta rigorosamente la tredicesima».

E se la spending review delle famiglie taglia soprattutto i beni “superflui”, allora gli addetti ai lavori devono inventare nuove strategie di marketing per attirare la clientela. Prima di tutto andando incontro alle esigenze dettate da un portafogli più vuoto. È quello che ha fatto la catena di supermercati Savi Shop che ha dimezzato il prezzo di tutti gli articoli “a tema”. Addobbi, suppellettili e decorazioni per la tavola, regalini, tutto al 50%.

Nonostante sia ancora presto, spuntano sconti più o meno dissimulati. Una strategia che si rivela sintomatica di come è cambiato il mercato negli ultimi anni. Sconti e offerte speciali proprio nel periodo in cui la domanda dovrebbe essere ai massimi livelli. La filosofia è: meglio un margine di profitto basso che nessun profitto.

La profumeria Gardenia si è inventata uno speciale sconto a tempo: si chiama “happy time”. Tradotto: per mezz'ora tutti i prodotti ribassati del 25%.

In tempi di austerity regge il libro: cifra contenuta ma senza sfigurare. Eppure anche in libreria, secondo Adele Labella, responsabile della libreria Edison all’ex Lazzeri, le vendite sono in sensibile calo rispetto al Natale 2011. «Non riesco a individuare il titolo che ha dominato incontrastato – precisa – le tendenze sono quelle del romanzo, intramontabile, e dei libri per bambini». Ken Follet, Luis Sepulveda e “La Danza dei Draghi", ultimo episodio della saga di George Martin sono ai vertici della classifica vendite. Vanno a ruba i libri da 9,90 euro.

Librerie e case editrici hanno un alleato che in questo decennio si è rivelato prezioso: si tratta del cinema. L'ultimo uscito nelle sale è Lo Hobbit, prequel (l'antefatto), della più celebre trilogia de “Il Signore degli Anelli”. Dal botteghino al comodino, «l'uscita del film ha riacceso i riflettori e l'interesse su tutte le opere di Tolkien», svela Labella.

Numeri alla mano, Gerardo Angeli, responsabile dei punti vendita “Succo di Lana” e dirigente dell’organizzazione di categoria, evidenzia una tendenza impietosa: «Una nota catena di abbigliamento alla fine della giornata di ieri aveva emesso 120 scontrini. La spesa media è di 15 euro, ovvero 1.800 euro in totale. Una cifra insufficiente se messa a confronto con il solo affitto del locale che si aggira intorno ai 10mila euro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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