Il Tirreno

Livorno

Caccia al candidato in extremis

di Mauro Zucchelli
Caccia al candidato in extremis

L’uscita di scena di Grassi rende difficile l’ipotesi Picchi. Rischio faida, strada spianata per Cecina

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LIVORNO. Peggio che accendere un cerino dopo l'altro dentro una polveriera: se le primarie in casa Pd stanno innescando una serie di contraccolpi, la giornata di ieri è stata il paradigma di questo puzzle che si sta trasformando in campo minato. Basti dire che in serata si è riunito in conclave un pool di dirigenti di primo piano del campo bersaniano: a caccia di un candidato-guida. Ormai in extremis, visto che è quasi alla fine il conto alla rovescia in vista della decisione che la federazione formalizzerà domani.

Già in mattinata erano saltate fuori due conseguenze che avevamo anticipato: la corsa delle primarie fa uscire di scena in Comune Mauro Grassi, leader renziano, super-assessore con deleghe-chiave a urbanistica e ambiente, arrivato da Firenze da 16 mesi e, in Provincia, il capogruppo Elis Bufalini, ex coordinatore della segreteria. Gli altri nomi hanno accompagnato le cronache di questi giorni: Salvatore Nasca, esponente del volontariato cattolico; Mbaye Diop, leader degli immigrati; Claudio Frontera, ex presidente della Provincia. Più l'assessore Marco Filippi che già la scorsa settimana ha annunciato l'intenzione di »non fuggire alla responsabilità di farmi giudicare dagli elettori».

Dalla riunione serale dei big bersaniani – con i filo-Renzi pressoché in contemporanea alla circoscrizione 3 in “casa” di Battocchi – saltano fuori due criteri: un appello a sfoltire il numero di candidati in lizza e, al tempo stesso, la disponibilità ad accettare chi voglia restare in lizza e abbia le firme (212) per farlo. Solo che si affaccia un rischio: se Cecina e Rosignano fanno quadrato attorno a un candidato mentre Livorno si sbriciola in mille fronti, c'è il rischio che la città capoluogo sia battuta. Lo insegna l'esperienza delle primarie precedenti, pur con modalità assai differenti: nel 2005 Simonti ha rischiato di essere sorpassato da una ragazza cecinese (Meini), cinque anni più tardi Ruggeri è stato superato dal portacolori piombinese (Tortolini), peraltro dopo uno spoglio con qualche aspetto singolare.

Le dimissioni di Grassi creano una difficoltà in più: difficile che a questo punto possa essere messo in pista il vicesindaco Bruno Picchi. Il sindaco Cosimi perderebbe in un sol colpo due assessori-chiave all’inizio dell’ultimo anno di mandato. Ma di rimbalzo questo potrebbe far tornare in auge Filippi: ora con l’imprimatur dei vertici del partito, benché agli inizi la sua candidatura fosse nata semmai quasi sfidandoli. A meno che nello sprint finale non spunti qualche sorpresa.

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