Il Tirreno

Livorno

«Dimissioni? Grassi ci penserà da solo»

di Juna Goti
«Dimissioni? Grassi ci penserà da solo»

È gelo tra sindaco e assessore dopo che il renziano ha deciso di candidarsi. «Ma era Cosimi il vero candidato della città»

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LIVORNO. «Non gli ho chiesto di dimettersi, ci penserà da solo. Ora che è candidato alle primarie avrà bisogno di tempo per la campagna...». E ancora: «Se un assessore si candida senza informarmi, è chiaro che non gli interessa il mio giudizio». È gelo tra il sindaco Alessandro Cosimi e l’assessore Mauro Grassi, dopo che il secondo ha deciso di correre alle primarie che il 30 dicembre stabiliranno senatori e deputati del Pd.

Martedì i comitati per Renzi della provincia si sono riuniti a Castiglioncello e hanno deliberato quasi all’unanimità la candidatura di Valentina Costagli, 31 anni, laureata in lingue, tabaccaia a Cecina e Mauro Grassi, 61 anni, fiorentino, laureato in Statistica ed Economia, voluto a metà mandato proprio da Cosimi per guidare l’assessorato all'Urbanistica e all'Ambiente. «Il primo nome dei comitati per Renzi – rivela oggi Grassi – era quello del sindaco di Colle, Lorenzo Bacci, che però alla fine non ha avuto la deroga».

Così l’assessore ha iniziato a raccogliere le firme: per i renziani, in generale, non sarà facile trovare 212 sostegni nei circoli bersaniani di Livorno, ma si dice che per il fiorentino sia già scattato l’aiuto di volti noti, come il presidente del Consorzio nautico, Piero Mantellassi.

Il punto è che dell’intenzione di candidarsi, l’assessore della squadra di Palazzo Civico non ha informato l’allenatore. Ieri mattina, quando la notizia è apparsa sul Tirreno.it, Grassi si è fatto vedere in consiglio comunale e tra i due non è volato neppure uno sguardo. «Prima della riunione a Castagneto – si lascia scappare Grassi – ho mandato un sms al sindaco chiedendogli se si sarebbe candidato, ma non mi ha risposto. Spero non sia troppo arrabbiato...». Poi si fa serio: «Per quanto mi riguarda l’intenzione è di restare in giunta, se poi il sindaco ritiene che non sia il caso me ne vado». «Il vero candidato di questa città – aggiunge – sarebbe stato Cosimi. È una persona di cultura, di peso politico, ha rapporti nazionali. È una risorsa, l’avrei appoggiato. Certo ha qualche cosa da mettere a posto: l’idea dell’uomo solo al comando, ad esempio, non va bene. È un po’ come Renzi e Rossi: cavalli di razza, che devono pensare a stare a capo della mandria».

Nel pomeriggio - mentre in Comune si rincorrevano voci di un ritiro delle deleghe – Grassi ha inviato un altro sms al sindaco, senza risposta.

«Se un assessore si candida senza informarmi – chiude Cosimi alle 20 – è chiaro che non gli interessa il mio giudizio. Non gli ho chiesto di dimettersi, ci penserà da solo...». Così le primarie scoppiano anche la giunta: ora il Comune rischia di restare senza assessore all’urbanistica nel bel mezzo dell’avvio del nuovo piano strutturale. Senza assessore all’ambiente a un passo dal nuovo piano dei rifiuti.

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