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Livorno

il 50º della “cassa”

Edilizia choc 300 imprese ko

Edilizia choc 300 imprese ko

LIVORNO. «Il 2012 è stato un altro anno nero per il settore edile provinciale. I dati ci dicono che in quattro anni il numero delle imprese iscritte al nostro ente è passato da 900 a 600 e gli operai...

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LIVORNO. «Il 2012 è stato un altro anno nero per il settore edile provinciale. I dati ci dicono che in quattro anni il numero delle imprese iscritte al nostro ente è passato da 900 a 600 e gli operai sono scesi a 2400, con una perdita di 1200 iscritti. Dati terribili che dimostrano quanto la crisi abbia colpito anche l’edilizia». Queste le parole di Fabio Becuzzi, presidente dell’Ente livornese Cassa edile, alla tavola rotonda dal titolo “Quale futuro nelle costruzioni?” organizzata per il 50° anniversario della fondazione dell’ente livornese. I festeggiamenti sono iniziati con la presentazione del libro “Costruire insieme” di Stefano Gallo, storico e ricercatore, che ha visto la collaborazione dell’Istituto storico della Resistenza.

«Ci troviamo in una grave crisi non solo economica ma anche politica, istituzionale, culturale e morale» – dice il direttore dell’Istoreco Catia Sonetti – quindi per poter ripartire c’è bisogno della collaborazione di tutti. L’edilizia è un punto centrale, in essa si intrecciano aspetti della vita di tutti noi, del nostro abitare e della nostra città». Per Lilia Benini, vicesindaco di Rosignano, bisogna «puntare sulla qualità del lavoro e delle imprese per far ripartire la nostra economia» mentre l’assessore provinciale Piero Nocchi afferma che è necessario «aprire una discussione che coinvolga tutti i soggetti istituzionali e ricreare una società che metta al centro di tutto la persona».

Tutti sulla stessa lunghezza d’onda dunque i partecipanti alla tavola rotonda. Per Stefano Frangerini, presidente dell’Associazione dei costruttori edili di Confindustria non ci è andato leggero: «I tempi biblici della pubblica amministrazione non ci aiutano e stavolta serve un colpo d’acceleratore. Senza scadenze certe, piccole varianti che continuano a non venire alla luce e soprattutto senza mani tese dall’amministrazione le imprese soffrono e muoiono».

Non usa giri di parole il presidente confindustriale: «Sul tavolo comunale – continua – ci sono molte proposte fatte dai cittadini e dalle imprese. Le idee, insomma, ci sono. Per trovare le risorse la parola chiave dovrebbe essere “proget- tualità” e in questo momento di crisi ci si deve mettere in discussione e trovare le soluzioni».

Cosa può fare dunque l’amministrazione? Queste sono alcune proposte emerse dalla tavola rotonda: annullare l’Imu su cantieri aperti, diminuire le tasse sui rifiuti solidi, creare una task force tecnica che non dipenda più da un soggetto politico, ma abbia un carattere operativo che valuti volta per volta le opportunità di sviluppo progettuale per attingere ai finanziamenti della Comunità Europea. Presenti alla tavola rotonda anche il sindaco Alessandro Cosimi, Annamaria Gasparri e Giovanni Lorenzini, direttori Inps e Inail. Alla conclusione della tavola rotonda si è svolta la premiazione di imprese, lavoratori e consulenti.

Diletta Fallani

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