Eni ad un passo da Asa Trade Sul piatto quasi 29 milioni di euro
Tra i player per acquisire la società livornese e i suoi 80mila clienti anche Edison ed Enel ma l’offerta del cane a sei zampe è più alta. Entro un mese il passaggio se Iren non offre la stessa cifra
LIVORNO. Sulle bollette del gas continueremo a vedere ancora per un po’ il nome di Asa Trade, ma tra un mese esatto quello stesso gas non sarà più fornito dall’azienda di via del Gazometro ma da Eni. Che Asa Trade se l’è comprata a colpi di milioni di euro. Per essere più precisi dovremmo dire che se la sta comprando. 28 milioni e 700mila euro offerti per acquisire totalmente la società che commercializza il metano ma soprattutto per accaparrarsi gli 80mila clienti, in maggioranza livornesi, che oggi vengono serviti dalla controllata di Asa.
Manca un passaggio al completamento dell’operazione: i dettagli formali dell’offerta che Eni dovrà depositare entro il 20 dicembre presentando la documentazione giuridica necessaria. Ma perché l’affare vada in porto dipenderà dalla scelta di un altro player di questa partita: Iren, principale azionista di Asa tramite la controllata Aga, che nei giorni successivi alla formalizzazione dell’offerta di Eni avrà la possibilità di fare una proposta identica per tenersi in casa quell’Asa Trade che fino a qualche anno fa era considerata il gioiellino dell’utility family livornese. Va detto che i milioni messi sul piatto da Eni sono talmente fuori mercato, che sembra improbabile che Iren decida di sfruttare quel diritto di prelazione che non ha sfruttato finora.
La scadenza successiva al 20 dicembre sarà quella del 15 gennaio 2013, termine ultimo per Eni per perfezionare il contratto se Iren non presenterà la sua offerta. Dopodiché Asa Trade Spa diventerà parte integrante del mondo del cane a sei zampe.
La gara. Dieci soggetti, alcuni dei quali di livello internazionale, hanno tentato di mettere le mani sulla società che Asa aveva creato nove anni fa esatti per commercializzare il gas. Tra loro Enel, Edison, Iren. Colossi entrati in maniera dirompente sul mercato negli ultimi anni e davanti ai quali era nata l’idea di Asa di porre in vendita il cento per cento della controllata. D’altra parte l’arrivo sul mercato di multiutility internazionali ha reso la concorrenza molto difficile e sebbene Asa Trade abbia continuato a produrre utili, ha pure perso quote di mercato che negli ultimi anni si contano in 12mila clienti. E così i soci sono arrivati alla determinazione di vendere per concentrare le energie sul vero core business, rappresentato dall’acqua e soprattutto dalla gestione della rete gas.
L’offerta. Se Iren aveva (e ha ancora) il diritto all’ultima parola, la cifra offerta da Eni pare aver fatto strabuzzare gli occhi ai soci di Asa. 28 milioni e 700mila euro al netto della posizione finanziaria, che significano 35 milioni compresi i debiti con le banche e i fornitori portati in dote da Asa Trade. Soldi che finiranno nelle casse di Asa, la quale con questa operazione acquisirà sicurezza e tranquillità contabile se non per i secoli a venire sicuramente per il prossimo decennio.
I lavoratori. Le domande che si aprono dopo un’operazione di questo tipo sono almeno due: quali ricadute avrà l’arrivo di Eni sui lavoratori, sui livornesi, abituati ad avere nell’azienda di via del Gazometro, dai tempi dell’Amg, poi dell’Amag e poi ancora dell’Asem, il loro punto di riferimento per le questioni del gas? Cominciamo dai lavoratori, dodici, che ad oggi sono stipendiati da Asa Trade. Dal 15 gennaio avranno due possibilità: diventare dipendenti Eni oppure passare ad Asa. Nel contratto è previsto che Eni pagherà i primi due anni di stipendio per chi sceglierà di entrare nella ex controllante Asa Spa. Le stesse condizioni valgono per Iren.
I clienti. E’ probabile che Eni, almeno inizialmente, non cambi il nome alla società e lasci quell’Asa Trade che ormai dal 2003 entra con le sue bollette e col suo gas nelle case di 80mila livornesi.
E’ certo invece che fino al 2018 Eni sarà obbligata a tenere la sede legale a Livorno. Il che rappresenta una garanzia per i clienti, per i lavoratori ma anche una prospettiva per la città.
@giucorsi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
