Il Tirreno

Livorno

«La molesta da otto anni» Condannato settantenne

di Federico Lazzotti
«La molesta da otto anni» Condannato settantenne

Allora era una bambina, oggi ha 16 anni. «La pedinava e si appostava» Era accusato di stalking: dovrà risarcire la vittima e non può più salire sul bus

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LIVORNO. La prima volta che si è avvicinato sull’autobus, lei aveva 8 anni, lui 65: l’ha fotografata e ha cercato di sfiorarla, poi ha iniziato a seguirla e non ha più smesso. Quando ne aveva tredici l’ha bloccata e le ha detto: «Sono cinque anni che ti corteggio, sono innamorato di te». Per fermarlo, non è stata sufficiente una condanna, confermata nei giorni scorsi in Cassazione, a tre mesi di arresto per molestie.

Scrive il pubblico ministero Luca Masini nel capo d’imputazione a proposito del comportamento di Mario Fulvio Cioffi, 71 anni e origini campane tra la metà del 2010 e l’estate successiva: «Si appostava nei pressi dell’ufficio scolastico frequentato dalla minore, sia alla fermata del bus che lei prendeva ogni giorno; pedinandola durante le sue uscite e in ogni suo spostamento, nonché restando davanti all’abitazione dove l’adolescente vive con i genitori a qualsiasi ora del giorno, molestandola ripetutamente anche davanti alle amiche e raccontando ai compagni della ragazzina che l’aveva convinta a farsi fotografare nuda davanti a lui».

Nei giorni scorsi il giudice Carlo Cardi ha condannato per stalking il settantunenne a un anno e sei mesi di reclusione che sommati ai tre presi per le molestie permetterebbero all’uomo di evitare il carcere «poiché la pena complessiva è sotto i due anni e potrà richiedere una misura alternativa».

Oltre all’ultima condanna, nei confronti della quale potrà fare appello, l’uomo dovrà però risarcire la giovane per i danni. «La cifra provvisionale stabilita – si legge – è di diecimila euro». Perché la vicenda ha provocato «riflessi psicologici gravissimi» a carico della ragazza come spiega lo stesso pm: «Gli atteggiamenti dell’imputato hanno causato nella minore uno stato di choc post traumatico da stress da quale derivava una malattia nel corpo giudicata guaribile in dieci giorni salvo complicazioni».

L’indagine è iniziata dopo le querele presentate dalla ragazzina e dalla madre tra il febbraio e il giugno del 2010. Su richiesta dello stesso pubblico ministero il giudice Antonio Pirato nel giugno dell’anno successivo ha anche applicato nei confronti dell’allora indagato la misura cautelare dell'obbligo di dimora nel Comune campano nel quale risulta essere residente.

«La misura – spiega il legale della ragazzina, l’avvocato Danilo Adoncecchi – è stata poi sostituita con un provvedimento che gli vieta di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla mia assistita e di utilizzare i mezzi pubblici impiegati dalla ragazza».

Le molestie patite dalla ragazzina, nel quartiere dove entrambi vivono, era diventata di dominio pubblico.

«Gli insegnanti – racconta l’avvocato – avevano più volte notato quell’uomo che si appostava fuori dalla scuola; gli amici più volte sono dovuti intervenire per proteggerla; addirittura gli stessi abitanti del quartiere avevano invitato più volte l'uomo a non infastidire più quella ragazzina».

Consigli che però non hanno dato alcun frutto, tanto che davanti a giudice per confermare le accuse sono dovuti sfilare amici, insegnanti e medici che sono stati a contatto della ragazzina confermando le accuse.Spiega la vittima all’indomani della sentenza. «Speravo che il mio incubo fosse finito, invece solo qualche giorno dopo la condanna l’ho trovato fuori dalla sala dove stavo facendo lezione».

Federico Lazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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