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Livorno

Sottotetti, occhio alle date e ai requisiti Come regolarizzarli

Sottotetti, occhio alle date e ai requisiti Come regolarizzarli

La possibilità è per quelli già esistenti nel febbraio 2010 Ancora non è in vigore ma il Comune offre informazioni

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LIVORNO. Spuntano come funghi fra le nuove periferie di Salviano, la collina di Montenero e qualche pezzo di lungomare: sono qualche centinaio - forse, anzi, più di migliaio - di sottotetti che per magia sono ospitano la cameretta del figlio o perfino quella matrimoniale eppure sono formalmente catalogati come "non abitabili". Dunque, una "furbata" che fa dribblare Imu, Tia e Irpef più gli oneri di urbanizzazione: diffusa ma fuori regola.

Se da Palazzo Civico tornano a parlarne è per spiegare che, recependo la nuova normativa regionale (la n. 5 dell'8 febbraio 2010), il Comune ha sì messo in pista la possibilità di mettere in regola il proprio sottotetto ma l'iter è ancora in cammino. A sottolinearlo è una bella fetta della squadra municipale: insieme al sindaco Alessandro Cosimi figurano gli assessori Paola Bernardo (edilizia privata) e Mauro Grassi (urbanistica), oltre alla dirigente comunale Susanna Cenerini. In concreto: siccome si tratta di una modifica del regolamento urbanistico anziché di quello edilizio, ecco che la procedura prevede il doppio passaggio. Cioè: dopo il primo ok in consiglio comunale non c'è l'entrata in vigore bensì un lasso di tempo per osservazioni e controdeduzioni, solo in seguito si avrà un nuovo passaggio in consiglio comunale per l'approvazione definitiva. E' solo a quel punto che per i cittadini sarà possibile presentare la "Scia" per iniziare i lavori. Quando? «Presumibilmente intorno ai mesi di febbraio o marzo prossimi», ripetono dal Comune.

Occhio ai tempi, potrebbe finire per fare autogol chi gioca troppo d'anticipo. C'è però qualcosa che, senza starsene con le mani in mano ad aspettare il via libera definitivo con il secondo voto in consiglio, chi è interessato può fare già adesso? Sindaco, assessori e dirigente tengono a ribadire che, benché non sia possibile oggi presentare ancora domanda per sistemare i sottotetti esistenti, gli uffici tecnici di Palazzo civico «sono già adesso a disposizione per offrire chiarimenti e informazioni».

A far nascere in Comune il timore di possibili incomprensioni è anche qualcos'altro: finora non sono arrivate osservazioni mentre, al contrario, di solito quando si mettono le mani sugli ingranaggi del regolamento urbanistico si finisce per toccare direttamente gli interessi legittimi dei cittadini, quasi la carne viva della gente.

L'invito a cercare un dialogo tecnico con gli uffici municipali prende le mosse proprio da questo: «Siccome non è una sanatoria, – dicono sindaco e assessori – non si tratta di mettere una toppa o dare una verniciatina di regolarità a qualunque situazione esistente. E' bene avviare un dialogo per capire requisiti, modalità, possibili interventi, alternative da valutare, e farlo sulla base di informazioni specifiche corrette anziché muoversi sulla base di quel che ha detto il cugino, il vicino o un amico». Ad esempio, attenzione perché parliamo di sottotetti, la normativa regionale (e perciò anche la "traduzione" livornese) lascia fuori cantine e garage.

Dev'essere evidentemente una situazione così diffusa – ma ovviamente a Palazzo civico si guardano bene dal dirlo – che nel regolamento Tia il consiglio comunale aveva finito per inserire fin dal 2006 un meccanismo di calcolo presunto che mira lì: nel conto finisce qualunque superficie domestica che abbia il soffitto ad altezza superiore a 150 centimetri e comunque non possa essere sotto l'80% della superficie catastale. Il Comune, mettendocela tutta per convincere che non sia un condono municipale dopo una sfilza di quelli governativi, coglie al balzo la palla di una norma della Regione per riportare in linea tante situazioni finite fuori carreggiata («è una opportunità che crediamo riguardi la grande maggioranza dei casi, pensiamo grossomodo quattro su cinque»). E, di conseguenza, mira a una coppiola di obiettivi. L'uno riguarda il Comune: incasserà un po' di quattrini dagli oneri edificatori e farà uscire dal cono d'ombra tante superfici ora sostanzialmente esenti tasse. L'altro riguarda i cittadini: il giochino dei volumi tecnici e delle superfici non abitabili, già limitato nel 2009, regge finché non capita un qualche intoppo che riconduca il valore della casa alla superficie "ufficiale" (che magari è molto meno).

La novità sui sottotetti riguarda il passato (è utilizzabile solo per quelli anteriori al febbraio 2010), l'altra delibera si occupa, da un lato, di precisare alcune definizioni le cui differenti interpretazioni erano finite al centro di una inchiesta giudiziaria («il completamento è in senso urbanistico e non edilizio, dunque può ammettere anche volumi nuovi») e, dall'altro, guarda al futuro per puntualizzare quel che in sottotetti, cantine e garage può stare e cosa no, così da evitare che nei margini di incertezza si infilino i trucchetti moltiplica-edificabilità. In questo caso, stiamo parlando di futuri permessi e siamo già nell'operatività fin da adesso.

Valeria Cappelletti

Mauro Zucchelli

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