Spunta il modello Pisapia Primarie per i deputati
Dopo il voto si rafforza l’alleanza tra Pd, Sel e fronte moderato (Tabacci) Lippi riunisce i comitati di Renzi e Bersani. «No a listini bloccati per Roma»
LIVORNO. Prove tecniche di alleanza allargata su modello Pisapia. Anche a Livorno. Se dopo le elezioni politiche a sedersi allo stesso tavolo erano stati Pd, Sel e Idv, all’indomani delle primarie la geografia dei posti a sedere in via Donnini la dice lunga su quella che potrebbe essere non solo la squadra del dopo Monti, ma anche la squadra del dopo Cosimi.
Ieri mattina, per fare un primo bilancio dopo il voto, si sono riuniti Andrea Ghilarducci (Sel), Samuele Lippi e Jari De Filicaia (segretari territoriale e comunale del Pd), Luciano Guidotti (Psi, membro del coordinamento per le primarie), Pasquale Lamberti (comitato pro Tabacci). Ghilarducci e Lamberti, il vendoliano e il centrista, seduti - manco a farlo apposta - ai due estremi del tavolo.
«Le primarie – interviene De Filicaia – hanno dimostrato che una coalizione per governare questo Paese esiste. Uno schieramento possibile con l’area moderata di Tabacci, sgomberando il campo da altre ipotesi». Ovvero intesa con Casini.
Gli alleati saranno gli stessi alle amministrative? «Oggi – risponde il segretario – questa coalizione può governare il Paese, domani sui territori si vedrà». Intanto sottolinea che «gli oltre 22mila elettori che hanno votato nella nostra federazione non sono affatto scontati, sono un bacino importante da cui ripartire». E ancora: «il Pd farà una riflessione politica, ma prima guardiamo agli elettori. Sarebbe un grosso errore far finta che non ci saranno ripercussioni sui territori: dovremo aprire una fase di rinnovamento e non perdere la fiducia che ci è stata data».
Anche Ghilarducci invita a «guardare agli elettori» e dice che «da oggi Bersani è il candidato di tutti noi. Dobbiamo iniziare da subito a lavorare all’unisono, soprattutto se le elezioni saranno anticipate a febbraio». E guardando all’area centrista, «è sui temi che si costruisce l’alleanza. Su lavoro e diritti civili siamo parecchio indietro, qualcuno potrebbe non starci...».
Gli fa subito eco Lamberti: «Esiste anche un centro in questa città. Chi è cattolico, moderato, fa riferimento a Tabacci e alla lista civica Confronto. Con Sel ci sarà un ottimo rapporto, se ci riesce Pisapia a Milano (Tabacci è l’assessore al bilancio del capoluogo, ndr) ci riuscirà anche Ghilarducci...». «Però – controbatte il vendoliano – bisogna trovare un Pisapia livornese». E dal tavolo alzano il sopracciglio: «Andiamo a caccia del modello Pisapia, non di un Pisapia». Che è del fronte Vendola e non del partitone.
Ora il punto è un altro: in vista del congresso di ottobre, che deciderà i prossimi segretari, come convivranno renziani e bersaniani? «Lunedì – fa sapere Lippi – ho convocato una direzione territoriale per analizzare il voto. Subito dopo faremo un incontro (già concordato con Riccardo Demi) con tutti i comitati a livello provinciale. Bersani qui ha raggiunto il 57 per cento dei consensi, ma vogliamo avere un rapporto costruttivo con tutti coloro che hanno portato avanti le istanze di Renzi. È stato un confronto utile, che ha fatto bene al centrosinistra».
«Voglio ringraziare tutti cittadini che hanno partecipato attraverso questo strumento – sottolinea – che per noi è indispensabile per scegliere anche i candidati che andranno al Parlamento: solleciteremo i vertici regionali».
Perché ora si apre la guerra per fare la valigia alla volta di Roma. «Non vogliamo listini bloccati – mette in chiaro il segretario - non ci siano spazi per “catapultati” e nomi calati dall’alto: i candidati siano selezionati in modo chiaro e trasparente, con le primarie».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
