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Livorno

In malattia alla maratona, la Procura ipotizza la truffa

In malattia alla maratona, la Procura ipotizza la truffa

La Procura sta valutando il video e la lettera anonima che un corvo ha spedito anche ad Asa e Inail

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LIVORNO. È truffa l’ipotesi di reato che la Procura della Repubblica potrebbe contestare al dipendete di Asa che il 25 novembre scorso ha partecipato alla maratona di Firenze nonostante fosse in malattia in seguito a un incidente con l’auto di servizio avvenuto a fine agosto.

Oltre al procedimento penale, in ballo c’è anche quello disciplinare in virtù del quale martedì dalla direzione della società di via del Gazometro è partita la lettera di licenziamento per giusta causa nei confronti del dipendente. «Ha cinque giorni di tempo per farci arrivare le sue memorie difensive – spiegano dall’azienda – . E il termine scade lunedì prossimo».

Intanto sul percorso che la denuncia ha fatto prima di arrivare sul tavolo del presidente di Asa spa spuntano nuove indiscrezioni. Confrontando date e riscontri, infatti, pare che la segnalazione da parte del corvo sia stata spedita un paio di giorni dopo la maratona. E le prima due buste siano state mandate all’attenzione della Procura della Repubblica e dell’Inail. All’interno ci sarebbe stata una lettera anonima e soprattutto il video, caricato anche su youtube, nel quale si vede il dipendente tagliare il traguardo. «Ci sono anche altre immagine che sconfesserebbero la teoria difensiva», spiegano fonti investigative.

Il dipendente, infatti, si è difeso dicendo di aver corso solo gli ultimi venti metri «per la soddisfazione di tagliare il traguardo» e perché si era iscritto «quattro mesi prima».

Solo in un secondo momento il corvo avrebbe spedito la lettera anonima anche all’azienda. «Quando venerdì scorso abbiamo visto il contenuto – spiega il presidente di Asa spa Fabio Del Nista – abbiamo avvertito la Procura, ma dal palazzo di Giustizia ci hanno detto che erano già stati informati. In tutta questa storia – prosegue – quello che mi dà fastidio, oltre al comportamento del dipendente, è l’uso della lettera anonima per denunciare il caso. È talmente eclatante che bastava rivolgersi ai vertici ed esporre la questione».

Sul web la notizia del maratoneta in malattia ha accesso il dibattito dove vince la linea del pugno duro e l’ironia. Come quella di Giancarlo Geppini che sintetizza: «Non è arrivato nemmeno primo, è giusto licenziarlo»

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