Authority, oggi lavoratori in sciopero
I sindacati: alt alla paradossale norma retroattiva che vuol far saltare il contratto nazionale dei porti
LIVORNO. Oggi incrociano le braccia i dipendenti dell'Autorità Portuale: la loro protesta rientra nel solco dello sciopero nazionale proclamato dai sindacati. Nel mirino «l'applicazione alle Autorità Portuali» di due norme di legge che, se rese esecutive, «configurerebbero una chiara violazione dei diritti stabiliti dal contratto nazionale di categoria e degli accordi integrativi ad esso riferiti, siano essi rinnovati o in scadenza».
A ciò si aggiunga – affermano le Rsa Cgil Cisl Uil e l’assemblea di ieri – che questo prefigurerebbe «le condizioni per la cancellazione del contratto nazionale dei porti, «aprendo cosi ad una completa "deregulation" del lavoro in banchina rendendo cosi possibile l'applicazione di leggi tipo "Biagi" o consentendo l'autoproduzione tanto desiderata da alcuni armatori».
Sindacati e lavoratori sottolineano che lo sciopero «non è solo per difendere il loro salario, al quale verrebbe applicata la norma sopradetta in modo anche retroattivo, ma anche per difendere le regole sul lavoro nel porto che si concretizzano nel contratto unico dei lavoratori del porto».
Sulla questione interviene anche il circolo portualità di Rifondazione Comunista per ribadire quanto sia paradossale la circolare del ministero con cui praticamente si chiede di far restituire ai dipendenti delle Autorità Portuali quanto ottenuto dagli aumenti contrattuali dal 2010 ad oggi.
A giudizio del Prc, se dovesse passare l'interpretazione del ministero, si farebbe «un bel salto indietro» che «metterebbe a repentaglio il contratto nazionale che viene applicato anche ai lavoratori delle imprese portuali art. 16, 17, e 18». Aggiungendo poi che «è facile intuire che con una ipotetica separazione si aprirebbero i giochi per far passare nei porti nuove strutture contrattuali, molto peggiori di quello attualmente in vigore».
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