Il presidio
«Io conosco i debitori, ascoltatemi»
Giampaolo Luzzi è un esperto in gestione e recupero crediti: «Non rimandate i problemi e tenete i conti della spesa»
LIVORNO. Negli ultimi tempi, complice la crisi economica, il livello di indebitamento delle famiglie è cresciuto vertiginosamente ed anche alle aziende non va assolutamente meglio. Infatti molte imprese devono ricorrere alla cassa integrazione oppure falliscono direttamente lasciando disoccupate un numero consistente di persone che a loro volta non possono contribuire alla ripresa dell’economia del paese. Si entra quindi in una spirale devastante, in cui sarebbe bene non cadere: di questo parla un esperto in gestione e recupero crediti, Giampaolo Luzzi, titolare dal ‘92 dello studio Luzzi e Associati in Via dell’Artigianato 39 a Livorno, che, dopo anni di esperienza, conosce perfettamente quali sono i meccanismi che portano all’ indebitamento,
«Spesso le persone vivono al limite delle proprie possibilità spendendo tutto ciò che guadagnano – spiega Luzzi – Conducendo uno stile di vita del genere, anche un piccolo imprevisto può essere determinante sul bilancio familiare per cui è importante stare sempre in guardia». La famiglia è come una piccola impresa quindi registrare tutte le entrate e le uscite è fondamentale. Certo è che, quando una famiglia si indebita, è consigliabile rivolgersi subito a questo tipo di imprese perché il supplemento del pagamento rimane comunque minimo mentre se il debito viene trascurato, la somma diventa più consistente. «Purtroppo soprattutto i livornesi hanno questa strana concezione del tralasciare i problemi al giorno successivo che in un certo senso è invidiabile ma dall’altra parte può portare serie complicazioni– dichiara Luzzi – La popolazione pensa che cambiando abitazione senza comunicarlo, oppure studiando ingegnosi piani per non farsi trovare, il debito possa non essere colmato, ma non è così. Soprattutto nel mondo attuale che ha raggiunto un livello talmente alto di globalizzazione che è sufficiente Internet per localizzare una persona. Riflettete attentamente su queste parole perché quando c’è un problema soltanto parlandone è possibile risolverlo in maniera semplice».
Purtroppo anche il prossimo anno sarà governato dalla crisi, «ma presto ne usciremo per cui immaginatevi un futuro migliore in cui le nuove generazioni dovranno saldare i debiti lasciati da quelle precedenti, non sarebbe una cosa positiva per la rinascita del Paese». Il pagamento a rate e i prestiti facilitati in banca sono alcune delle possibili cause dell’indebitamento. « Hanno lati positivi ed altrettanti negativi ma come in tutte le cose vanno usufruiti con estrema parsimonia.».
Giampaolo Luzzi è di origine napoletana, ma vive a Livorno grazie alle nozze della madre con un toscano. «Questa città è assolutamente più pulita e sana ma dispiace quando assisto ad episodi come uno accaduto molti anni fa in cui dovevo fare un recupero su una mobilia ed il capo-famiglia, una persona anziana, non voleva farsi trovare. Dovendo portare a termine questa pratica, si arrivò fino al pignoramento quindi accompagnai l’ufficiale giudiziario ma prima di rovinargli la vita entrando di forza dentro casa, pensai di comunicarglielo. Il giorno dopo, assieme a tutta la famiglia, venne in ufficio e con i rotoli delle vecchie dieci milia lire pagò, ma con il supplemento dovuto a tutte le spese per le pratiche esecutive che avrebbe potuto risparmiare. Ricordo che mi disse: “Pensavo fosse uno scherzo, non vorrei mai arrivare a questo punto”».
Luzzi è stato autore di libri tra cui “Come non pagare i debiti e vivere felici” ed il successivo “Siamo tutti debitori”. «Il titolo può sembrare provocante – conclude – ma vorrei insegnare ai debitore quali sono le persone di cui non fidarsi: quando qualcuno vi viene a chiedere del denaro è bene fare una chiamata di accertamento in Comune. C’è da dire che in Toscana quindi anche a Livorno, è l’unico luogo in cui per il recupero crediti le pubbliche amministrazioni non si avvalgono delle imprese come le nostre come prima istanza passando direttamente alla coattazione che devasta il cittadino e l’amministrazione pubblica riscuote i soldi anni dopo, non riesco a darmi una risposta»
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