«E io al seggio ci andrò ugualmente»
Gli elettori che hanno chiesto di partecipare in extremis non si rassegnano: rischio discussioni alle urne
LIVORNO. «Guardi che io, al seggio, ci vado lo stesso. E se qualcuno ha intenzione di non farmi votare gliene dico quattro...». Bruno Romiti ha 86 anni. Lo abbiamo incontrato giovedì pomeriggio quando, insieme alla badante Maria, ha raggiunto la sede del Pd di via Donnini. Giustificazione e certificato del medico alla mano, aveva dichiarato di non essersi potuto iscrivere al primo turno per un problema di salute: «Avevo pensato di iscrivermi direttamente domenica scorsa, subito prima di votare, ma mi sono sentito male. Anche Maria, che ha diritto di voto, non è potuta uscire per doveva assistermi».
La domanda di Romiti è stata respinta, come tutte le altre arrivate sul tavolo del coordinamento livornese. «Ma stamani – ha raccontato ieri l’uomo dall’altra parte della cornetta – sono tornato di nuovo in via Donnini e in portineria mi hanno detto che non ci sono problemi, posso andare al seggio di Colline e votare».
Evidentemente, nel meccanismo contorto delle primarie, tra elettori respinti e qualche volontario regna ancora la confusione. E il rischio è che ai seggi fiocchino i guai. «Io – dice con piglio deciso Romiti – andrò sicuramente al seggio con Maria: se non ci fanno votare, torno a casa ma prima gliene dico quattro».
«Sia chiaro – riprende – se poi perdiamo per pochi voti non sarà certo colpa mia». Ma chi vorrebbe votare Romiti? «Sono socialista da quando Livorno era ridotta in macerie per i bombardamenti, pensi un po’...». «Non ho mai tradito – racconta – la fede socialista. Confesso che all’inizio ho avuto simpatia per Berlusconi, rappresentava il cambiamento, ma ho sempre votato a sinistra. Ora i vertici socialisti dicono di votare Bersani: io voterò Renzi, che è comunque un esponente del Pd. Lo voto perché siamo in una situazione disastrosa e non voglio affidarmi di nuovo a tutta questa gente che ha mandato nella catastrofe l’Italia. Ci vuole un cambiamento. Se non ci fosse stato Renzi – chiude – per protesta avrei votato il Movimento 5 Stelle».
Claudio Seriacopi, che guida il coordinamento livornese per le primarie, fa sapere che «stiamo collaborando con tutti i comitati e con i renziani per evitare che ci sia confusione il giorno del voto. Non lo vuole nessuno». «I nostri volontari – chiude – forniranno tutte le informazioni necessarie: all’ingresso di ogni seggio ci sarà una sorta di preselezione per evitare code inutili e far votare solo chi ne ha diritto».
(j.g.)
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