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Altolà dal popolo delle barchette
Mantellassi: alla Bellana poco spazio, prima si risolva il caso Fossi o non ce ne andremo dal Mediceo
LIVORNO. Minaccia di piovere sul “popolo delle barchette” il bis della richiesta degli arretrati (con multa) della contestatissima tassa extra regionale sulle concessioni demaniali già respinta al mittente lo scorso anno con una controffensiva a suon di carte bollate. Ma è per un altro motivo se adesso torna alla carica il Consorzio Nautico, che dice di rappresenta la stragrande maggioranza dei quasi 4mila proprietari di barche: ritengono insufficienti gli spazi che l’Authority ha delimitato nelle acque della Bellana per accogliere le piccole barche degli appassionati locali (e così poter sgombrare il Porto Mediceo per iniziare a costruirvi il nuovo porto turistico).
La Bellana è il luogo che fin da sei-sette anni fa era stato indicato proprio dal Consorzio: dunque, non è la localizzazione a essere contestata. Anzi, ben venga – è riassumibile così l’opinione del fronte della piccola nautica – che, dopo quasi mezzo secolo di tira e molla, sia stato dato l’ok in atti amministrativi ufficiali alle barche alla Bellana. Quel che non va, secondo Piero Mantellassi, presidente del Consorzio Nautico, è semmai l’ampiezza del perimetro di mare delimitato dalle dighe foranee messe nero su bianco nelle mappe di Palazzo Rosciano, sede della istituzione portuale.
Mantellassi punta il dito anche contro la questione dei fondali: è stata pressoché totalmente esclusa la parte di mare che in quella zona ha maggiore profondità. E questo crea un problema perché quel settore di mare era stato incluso per «collocarvi le barche a vela che hanno necessità di maggiore pescaggio».
Il Consorzio Nautico la mette giù dura. Siccome è ben consapevole che il trasloco della piccola nautica è fondamentale per far partire la realizzazione del porto turistico all’interno del Porto Mediceo, ecco che Mantellassi minaccia l’altolà: il Consorzio, «se non ha una prospettiva sicura che stabilisca dove saranno collocate le 1200 barche, esattamente le 500 grandi dei Fossi e le 700 del Mediceo, non sposterà una sola barca». Lo dice chiedendo «una rivalutazione tecnica del progetto dove il Comune, l'Autorità Portuale e Consorzio Nautico di Livorno valutino insieme complessivamente tutte le esigenze».
Il motivo di quest’affondo? Al quartier generale del fronte delle barchette temono che, in realtà, si punti solo a dar nuova collocazione alle barche presenti nel Mediceo e poi tutto il resto finisca in cavalleria. E invece, stando a quanto fanno capire, vedono sulle sponde dei Fossi il problema più pressante: basti pensare – ricorda Mantellassi – che «per la nautica ormeggiata nei fossi, come è noto, l'Autorità Portuale ha già emesso alcune ordinanze di rimozione di alcune barche considerate troppo grandi per rimanervi ormeggiate». A ciò si aggiunga che proprio l’Authority ha messo sulla rampa di lancio un progetto per «gestire le fortezze e rendere navigabile il circuito dei Fossi» come attrattiva per i croceristi: la priorità, secondo il Consorzio, è dunque spostare altrove le barche troppo grandi presenti nei Fossi prima ancora di trasferire quelle che al Mediceo non ostacolano la navigazione.
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