«Il blocco è un suicidio politico»
Demi: regole assurde. De Filicaia: ma eravamo tutti d’accordo
LIVORNO. «Vogliono respingere tutte le domande: così il Pd avrà migliaia di voti in meno, è un suicidio politico». Si scalda il rappresentante provinciale dei renziani, l’assessore colligiano Riccardo Demi.
Mentre a Roma parte l’esposto a firma dei rappresentanti di Puppato, Bersani, Vendola e Tabacci contro le pubblicità fatte stampare dal sindaco di Firenze a ridosso del voto, a Livorno si infiamma il dibattito sulle nuove richieste di iscrizione piovute sulla federazione di via Donnini.
«Sento tante imprecisioni – attacca Demi – non è vero che queste regole erano state concordate con tutti. In ogni caso, il problema è politico: stiamo impedendo a migliaia di persone di votare, non c’era bisogno di questa chiusura».
Il presidente della circoscrizione 3, Giovanni Battocchi, anche lui renziano, invita ad abbassare i toni e ricorda che «da lunedì dovremo lavorare tutti insieme, siamo un unico partito».
Ma critica comunque giustificazioni «come fossimo a scuola» e meccanismi di iscrizione: «Magari c’è chi all’inizio non era attratto dalle primarie e poi è stato trascinato da questo moto di interesse e partecipazione a un progetto politico che può davvero cambiare l’Italia. È vero che era stato previsto un tempo ben preciso per iscriversi, ma è un peccato non farlo votare...».
Salvo nuove deroghe e delibere, in sostanza i nuovi iscritti per essere ammessi al voto dovranno dimostrare di non aver potuto compilare i moduli né di persona né online nell’arco di oltre venti giorni. A Prato una cinquantina di potenziali elettori, ad esempio, ha presentato certificati medici che attestano ricoveri o passaporti timbrati che testimoniano viaggi anche extra continentali.
«Le preiscrizioni – interviene il segretario comunale del Pd, Yari De Filicaia (bersaniano) – sono rimaste aperte dal 4 al 25 novembre: per iscriversi ci sono stati più di venti giorni. Se si vuole fare un ragionamento di parte come stanno facendo i renziani, per la realtà che conosco, a Livorno sono moltissimi gli elettori pro Bersani rimasti fuori, quindi non c’è alcuna blindatura del segretario. Non credo, che le regole stabilite alla vigilia dal comitato nazionale alla presenza dei rappresentanti di tutti i candidati alla fine alterino il risultato. Basta polemiche». (j.g.)
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