Il presidio
«Separarsi dalla famiglia è un trauma»
L’assessore al sociale, Cantù: «Se si arriva ad allontanare i ragazzi da casa vuol dire che sono a rischio»
LIVORNO. «L’allontanamento da una famiglia è sempre un fatto traumatico sia per i genitori sia per i figli. Ma se i Servizi sociali arrivano a togliere i bimbi da un contesto familiare vuol dire che la situazione è molto grave e che c’è un rischio forte per l’educazione e la moralità dei ragazzi».
L’assessore comunale al sociale, Gabriele Cantù, interviene sul tema dell’affido dei minori. Non entra nello specifico del delicato caso delle tre bimbe tolte ai genitori, ma parla in generale del fenomeno che in un momento sociale come quello che stiamo vivendo è particolarmente presente e sentito in città. Esperto del settore e sensibile alla tematica, forte dell’esperienza di trent’anni di insegnamento alle scuole di Corea, Cantù sottolinea la situazione di profondo disagio presente a Livorno. «Ogni anno - dice l’amministratore - spendiamo oltre 800mila euro per sistemare in città e anche fuori bambini che ci vengono affidati dal Tribunale dei minori. Purtroppo il fenomeno è in crescita». Un aumento legato alla crisi economica. «È importante, però, fare una distinzione: un conto è proteggere dei bambini che all’interno del nucleo familiare rischiano l’incolumità o la cui crescita è messa in pericolo dal degrado o da maltrattamenti - spiega il professore - un altro è trovarsi di fronte a famiglie che non ce la fanno economicamente a garantire una vita dignitosa per i loro figli. La cosa principale è tutelare i ragazzi e assicurare loro in primis cibo e vestiti». In questi casi, però, come spiega Cantù, la situazione si complica: «Di fronte all’indigenza, è tutta la famiglia che dovrebbe essere tutelata, non solo i figli: anche i genitori andrebbero presi in carico. Purtroppo però a volte non è possibile perché non ce la facciamo a sostenere tutte le spese».
Sono decine i nuclei familiari che si rivolgono al Comune per chiedere aiuto contro la crisi: «La richiesta è continua - spiega l’assessore - Sono convinto che un dieci per cento ci prova, nel senso che vorrebbe approfittare degli aiuti del Comune per migliorare la propria situazione. Ma io, a rischio di sembrare troppo buono, non mi sento di biasimare neanche quella minoranza: in tempi di crisi come questo, la miseria è tanta ed è normale che la gente in difficoltà provi a sbarcare il lunario come può». (l.l.)
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