Italia
«Ho 90 anni e voto Matteo: largo ai giovani»
L’istituzione Ughi: «Ma si rispetti l’esperienza». Realacci chiama a raccolta gli ambientalisti. Appello dei comitati della costa
LIVORNO. Il volto della penultima giornata di campagna elettorale a sostegno di Matteo Renzi lo regala Giovanni Ughi, classe 1923. Il 16 febbraio compie 90 anni. «Voterò Matteo – dice con piglio deciso – perché è giovane, mi “garbano” i giovani, ne abbiamo bisogno». «Ma i vecchi – mette subito in chiaro – non vanno buttati via, sono l’esperienza. Anche questi ragazzi che amministrano Colle mi vengono sempre a cercare».
Ughi, da una vita elettore di sinistra, da ragazzo è sopravvissuto ai campi di sterminio tedeschi. Oggi vive in territorio colligiano, ma in via Grande, dove ha gestito l’omonima gelateria per più di mezzo secolo, è quasi un’istituzione.
Ieri si è seduto sulle sedie del circolo Arci di Guasticce per ascoltare l’appello al voto renziano in chiave green dell’onorevole del Pd Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente. Realacci ha parlato di un’Italia che deve tornare a scommettere su talento, bellezza, cultura. Un’Italia «che deve fare l’Italia», guardando alla green economy. «Per fare questo – ripete – c’è bisogno di un cambio della politica, di quella politica incapace di guardare fuori dalla finestra e di trovare strade nuove. La speranza di dare al Paese un respiro diverso è nel programma di Renzi: è lui l’interprete di questa sfida».
Gli fa eco Vanessa Valiani, vice presidente dei Giovani imprenditori di Confartigianato. «Mi spiace vedere le associazioni schierate davanti a Montezemolo – interviene – Renzi rappresenta quell’Italia che ha voglia di mettersi in gioco».
All’incontro coordinato dal rappresentante del comitato pro Renzi di Colle, Cristiano Tani, hanno partecipato il sindaco Lorenzo Bacci, l’assessore colligiano Riccardo Demi e quello livornese Mauro Grassi, anche rappresentanti dell’opposizione come il consigliere Paolo Simoni.
Un faccia a faccia in chiave verde arrivato dopo l’appello al voto lanciato in mattinata da tutti i comitati della costa attraverso Riccardo Demi, Daniele Bettinetti (coordinatore Livorno) e Giovanni Battocchi (presidente della 3). I tre non si sbilanciano sui risultati. «In città – ironizza Battocchi – fronteggiamo con le barchette una corazzata». «Ma al di là del risultato finale – si legge nel documento congiunto dei comitati – Matteo ha vinto perché già tre obiettivi sono stati raggiunti». Ovvero: «riavvicinamento dei giovani alla politica, sollecitando partecipazione ed entusiasmo»; «ha dato voce a chi ha gridato senza ascolto, ma anche a chi sommessamente ha sempre sussurrato (anche tra i dirigenti del Pd) che l'attuale politica aveva bisogno di una rivisitazione per la fiducia persa nei confronti dei cittadini»; «ha creato per il Pd un valore aggiunto in termini di attenzione e interesse attraverso queste primarie di coalizione mai registrato prima, rilanciando il progetto originario del partito».
«L’usato sicuro di Bersani – chiude Bettinetti con una battuta – va bene per il passato: i miei figli vogliono la macchina nuova».
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