Il Tirreno

Livorno

Il coordinatore dei bersaniani ha 14 anni

di Gemma Vignocchi
Il coordinatore dei bersaniani ha 14 anni

A Larciano il portavoce più giovane d’Italia. Il sindaco: è molto in gamba, merita un’opportunità

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Sembra più piccolo ancora dei suoi 14 anni, quasi un bambino: un bel viso dolce e lo sguardo deciso. Bernard Dika, origini albanesi ma italiano di fatto (è arrivato in Toscana che aveva pochi mesi e ora attende la cittadinanza) è il coordinatore del comitato pro Bersani di Larciano, piccolo centro della Valdinievole di tradizione rossa. È il più giovane coordinatore d'Italia, e non poteva essere altrimenti vista l’età. Suo convintissimo sponsor il sindaco del paese, Antonio Pappalardo che l'ha visto crescere e seguito passo passo e ora lo considera «una promessa» e lo definisce «il figlio che ciascuno vorrebbe».

Martedì scorso è stato Pappalardo a proporre Bernard come coordinatore del nascente comitato larcianese (alla riunione c'erano anche nomi importanti del Pd toscano come l'ex governatore Claudio Martini) e tutti sono stati d’accordo. Un ragazzino da contrapporre a Renzi come simbolo del nuovo? quasi una sfida in chiave ultragiovanilistica, sembrerebbe. Pappalardo nega e tira in ballo le qualità dello studente, «preparato e maturo e impegnato in molti campi». Ma c'è chi non apprezza la mossa, il colpo ad effetto che potrebbe anche diventare un boomerang, e in paese girano battute velenose come quella che dice che ora già i quindicenni andranno rottamati.

Bernard però tira diritto e prende sul serio il suo ruolo. «Sono molto contento - dice - anzi onoratissimo che mi abbiano scelto». In curriculum ha la partecipazione al “consiglio comunale dei ragazzi”, dove è stato per due volte assessore e poi vicesindaco. Arrivato alle superiori - frequenta il liceo di Scienze umane Forteguerri a Pistoia - è stato subito eletto rappresentante di classe. Partecipare e impegnarsi gli sembra importante a tutti i livelli, dalle feste del pd alle attività della parrocchia. Alla politica s’è appassionato fin da piccolo. «Ammiro Bersani - dice - perché vuole il bene dell’Italia. È il più adatto a guidare il paese. E poi non punta sull’immagine». Renzi al contrario non gli piace: «Non sono d’accordo con la rottamazione, il rinnovamento va bene ma non bisogna rottamare le persone, anzi i più anziani ci possono dare consigli utilissimi».

Segue sempre i telegiornali, Bernard, la tivù e internet sono le sue fonti d’informazione. I giornali invece non li legge. Poi è lui che informa gli amici perché «tanti non sanno nemmeno cosa sono le primarie».

Mercoledì sarà a Pistoia per una riunione, il suo debutto da coordinatore. «Non lo lasceremo certo solo - dice Pappalardo - : non sarà né strumentalizzato né buttato nella mischia. È un ragazzo molto in gamba, mi è sembrato giusto dargli un’opportunità. E poi qualche esperienza ce l'ha». Al consiglio comunale dei ragazzi? «Certo. Proprio in quella situazione ho visto come si comportava. Appena fu eletto, si alzò, mani sul tavolo, ringraziò e fece un discorso da politico navigato. Bernard finirà per fare il sindaco».

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