Meteo
Protesta dei negozi in via Machiavelli «La strada è al buio»
LIVORNO. «Lavoriamo completamente senza illuminazione, è inconcepibile». Via Machiavelli è completamente al buio e i commercianti protestano a gran voce. «Buia da far paura– attacca Denise Soldani,...
LIVORNO. «Lavoriamo completamente senza illuminazione, è inconcepibile». Via Machiavelli è completamente al buio e i commercianti protestano a gran voce. «Buia da far paura– attacca Denise Soldani, proprietaria della stireria – già alle cinque del pomeriggio sembra notte inoltrata, non si vede oltre il proprio naso. È pericoloso per pedoni, biciclette, passeggini e anziani: la strada è completamente dissestata. Senza contare che qualsiasi malintenzionato potrebbe nascondersi fuori dal negozio, dietro la porta, e io non me ne renderei conto». All'orario di chiusura Denise deve usare la torcia per trovare la serratura e riuscire a chiudere la porta. «Spesso chiamo mio padre, perché venga ad accompagnarmi – dice – Da sola mi rifiuto di percorrerla, ho paura».
E i disagi non finiscono qui. «Tutto questo danneggia fortemente noi commercianti – aggiunge Rossella Bucchioni – la strada, oltre ad essere priva di illuminazione, è a fondo chiuso e malmessa. È evidente che in queste condizioni nessuno può notarci». Condizioni difficili di cui i clienti di Rossella si sono lamentati spesso. «Mi è capitato di sentir dire a moltissimi miei clienti – afferma – che non sarebbero più tornati visto che le condizioni per raggiungere il negozio sono pessime. È un fatto grave».
Secondo tutti i negozianti, affermare semplicemente che la strada sia buia è riduttivo. «Di qua – affermano – passano anziani per recarsi alla chiesa: gli scalini, le buche e persino i passanti rimangono totalmente nell'ombra. È inquietante. Il lunedì poi è il giorno peggiore: il negozio di parrucchiera e il bar sono chiusi, così neanche le loro insegne aiutano a far luce». Per cercare di risolvere la situazione molti di loro hanno deciso di mettere dei fari sotto l'insegna, «ma spesso non vengono accesi perché consumano energia che chi ha scelto di installarli deve pagare di tasca sua. Una vera ingiustizia, come se non pagassimo abbastanza».Spesso tutti i commercianti hanno provato a protestare della situazioni in cui si trovano, ma non è successo niente. « Anche perché – dicono – gli abitanti degli stabili sopra di noi si oppongono, dicono che una possibile illuminazione darebbe noia e questo di certo non aiuta a migliorare la situazione».
Denise conclude per tutti: «Sembra impossibile non riuscire a mettere dei lampioni. Lavorare in queste condizioni non è assolutamente ammissibile».
Cecilia Carneglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google