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Livorno

il caso del bon ton

«Venti multe in un mese ci rimettono i dipendenti»

«Venti multe in un mese ci rimettono i dipendenti»

LIVORNO. «Abbiamo preso venti multe in un mese e il numero è destinato ad aumentare. In tutto saranno circa 40 verbali. Il brutto è che alla fine, in tutta assurda storia, ci rimettono solo i...

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LIVORNO. «Abbiamo preso venti multe in un mese e il numero è destinato ad aumentare. In tutto saranno circa 40 verbali. Il brutto è che alla fine, in tutta assurda storia, ci rimettono solo i dipendenti. Se cala il lavoro diminuisce il fatturato e quindi a farne le spese è il personale» .

A parlare è Samuele Scarpa, legale rappresentante del Bon Ton, la nota pasticceria di Salviano e di via Pian di Rota che rifornisce di paste mezza città. Il Bon Ton fa parte dei piccoli imprenditori tartassati dalle multe per aver varcato le ztl del centro durante fasce orarie proibite. Tra i negozi e il laboratorio, la società ha una cinquantina di pendenti. La pasticceria inoltre non rientra nelle categorie a cui, secondo l’ordinanza comunale, sono concessi permessi in deroga. Per un’attività del genere, passare più volte durante il giorno davanti alle telecamere delle ztl per rifornire i clienti è essenziale. Lo sottolinea Scarpa: «Noi facciamo tante consegne ai bar del centro e abbiamo bisogno di varcare più volte gli accessi. È lavoro: il punto è che fare un minor numero di consegne vuol dire guadagnare meno e quindi alla lunga avere bisogno di meno lavoratori. In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, penalizzare così i commercianti è una cosa sbagliatissima. Inoltre non riesco a capire in base a quale criterio è stato deciso che alcune categorie di commercianti o artigiani possono avere il permesso per passare sempre e altre no. Cioè vorrei capire perché fiorai, elettricisti ed idraulici, per esempio, possono avere la deroga e i pasticceri no». Le fasce di percorrenza concesse ai furgoni commerciali da metà luglio sono 7.30-10.30 e nel primo pomeriggio 15-16. Orari considerati non sufficienti dalla maggior parte delle società che fanno le consegne. A questo proposito, il Bon Ton ha già parlato con l’amministrazione e ha inoltrato una richiesta per avere la deroga. «Il nostro obiettivo - dice Scarpa - è quello di far annullare le multe e di ottenere il permesso per passare 24 ore su 24 davanti alle telecamere».

Il Bon Ton s’è già rivolto a una legale per contestare le multe finora arrivate. A rappresentare la società è l’avvocata Daniela Bilotti, che ha già parlato con la polizia municipale: «L’amministrazione s’è messa a disposizione e ci ha ricevuto. Ma ci ha detto che non c’è nulla da fare, per il momento, l’unica strada da seguire è quella di presentare ricorso al giudice di pace o al prefetto. È quello che faremo».

Lara Loreti

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