Il Tirreno

Livorno

Il Pd nega il baratto «Ma ora si riconosca la dignità di Livorno»

di Giorgio Carlini

De Filicaia: «Mai contrattato l’inceneritore per il capoluogo» Però chiede il conto alla Regione e attacca grillini e Idv

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Non abbiamo mai contrattato con la Regione. Né abbiamo pensato a un baratto tra Livorno capoluogo e la costruzione dell’inceneritore». Il segretario comunale del Pd, Yari De Filicaia, torna sulle delicate questioni del riassetto delle Province e della gestione dei rifiuti, dopo il polverone alzatosi con il durissimo documento portato lunedì scorso davanti alla direzione del partito.

«Il dibattito di questi giorni – sostiene De Filicaia – è stato fuorviante e non veritiero». «La diatriba sul capoluogo – continua – non ci ha mai appassionato. Al contrario, sono i contenuti che ci interessano». La discussione si è però arenata sul tema “capoluogo sì, capoluogo no”. Da qui la presa di posizione »muscolare» (così l’ha definita il sindaco Cosimi) da parte del Pd livornese.
«Nessun baratto, nessuna contrattazione – ripete il segretario – solo la volontà di rivendicare la dignità della città». E forse della federazione livornese del partito? «Una città – riprende – che si è sempre messa a disposizione su temi delicati a livello regionale».

Nel documento (che sarà consegnato al segretario regionale il 15 novembre, in occasione di una cena a Livorno) non si parla solo di inceneritore, ma anche di porto e sanità.

De Filicaia prosegue deciso: «Non ci sta bene che venga messo in dubbio il ruolo di Livorno rispetto al piano di programmazione regionale. Se cambia il quadro di riferimento, cambiano le situazioni. Se c’è una discussione in Regione, Livorno ci sta dentro, nel bene e nel male. Se la discussione si ferma al capoluogo, viene meno l’intento collaborativo tra enti. Se qualcuno considera Livorno poco affidabile, noi non ci stiamo e lo diciamo in maniera forte e decisa».

Poi arriva il momento delle critiche. Il primo bersaglio sono i grillini: «Il Pd è una realtà vivace e aperta al confronto interno. Ciò non significa che ci sia un conflitto a livello regionale, ma solo uno scambio di vedute. Noi non abbiamo un padrone, a differenza del Movimento 5 Stelle, dove c’è un unico soggetto che decide, e tutti gli altri fanno ciò che lui ha deciso per loro».
Ancora: «Non esiste una sola città al mondo che gestisca i rifiuti senza un inceneritore o una discarica. A noi non piace prendere in giro i cittadini. Altrimenti succede come a Napoli, con il sindaco che dice di aver risolto il problema, mandando però la spazzatura a Rotterdam e facendo pagare al cittadino italiano 130 euro per ogni tonnellata di rifiuti». «Condividiamo la strategia finale dei grillini, ma manca un pezzo. C’è una fase di transizione che va gestita con la discarica o l’inceneritore: noi preferiamo il secondo strumento».

Stoccata finale all’Idv: «Non accettiamo definizioni come cancrovalorizzatore. Così si terrorizza la città. Molti hanno fatto di questa definizione un cavallo di battaglia, ma è un modo puerile di affrontare la questione». «Penso a Andrea Romano – dice senza mezzi termini – che forse si sta preparando a saltare il ponte e ad andare con il Movimento 5 Stelle, dato che in pratica l’Idv non esiste più…». La risposta del dipietrista, c’è da scommetterci, non tarderà ad arrivare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana