Il Tirreno

Livorno

Famiglie e aziende beffate per 2 milioni dal commercialista

di Maria Meini
Famiglie e aziende beffate per 2 milioni dal commercialista

Una ventina di livornesi e cecinesi sul lastrico per guai col fisco Hanno formato un comitato civico e si appellano al prefetto

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Sono artigiani, avvocati, architetti, negozianti, piccoli imprenditori, pensionati, casalinghe, fisioterapisti, agenti immobiliari... per ora una ventina di persone che si sono costituite in comitato civico per ottenere una dilazione nel pagamento degli arretrati e soprattutto il blocco delle sanzioni e degli interessi maturati dal Fisco. In tutto circa due milioni di euro: è l'ammontare finora quantificato dei pagamenti eseguiti in dieci anni, ma mai versati all'agenzia delle entrate dal loro commercialista.

Sono il comitato dei clienti dell'ufficio Luca Moretti, il professionista cecinese morto suicida a 42 anni nel luglio scorso. Ieri pomeriggio una fitta delegazione di "indignati", tra cui alcuni livornesi, è stata ricevuta a palazzo civico dal sindaco Stefano Benedetti, che ha ascoltato le loro richieste e ha raccolto il loro grido d'allarme, definendolo un vero "caso sociale". Il più grave verificatosi a Cecina dopo il fallimento dell'immobiliare Righini, che rischia di mettere sul lastrico decine di famiglie e imprese, tante costrette a chiudere.

Benedetti ha assicurato il suo aiuto, per quanto in potere dell'amministrazione comunale, e il coinvolgimento del prefetto. Intanto ha contattato l'Agenzia regionale delle entrate esponendo il caso e chiedendo cosa è possibile fare per bloccare sanzioni e oneri accessori. Perché una cosa è certa. E ne sono ben consapevoli gli esponenti del comitato: che le imposte in solido dovranno essere ripagate. Ma, con il maturare degli interessi, gli importi sono a dir poco lievitati: a volte addirittura il doppio. In media la cifra da pagare è di 70-80mila euro, ma c'è chi deve rifondere anche 150mila euro. E quel che è peggio, come raccontano i protagonisti, molti pagamenti sono già esecutivi. Ovvero Equitalia ha notificato le cartelle, e sono scattati fermi sulle attività e sanzioni. Molti hanno già dovuto ipotecare beni immobili.Ci sono marito e moglie che gestiscono un bar e una lavanderia: probabilmente dovranno vendere un'attività per salvare l'altra. C'è una signora che gestisce un canile convenzionato con gli enti pubblici. Nel suo caso, non essendo in regola con i pagamenti dei contributi, non ha diritto a ricevere i finanziamenti degli enti pubblici. Doppiamente mazziata. Fra tanti cecinesi, c'è anche una commerciante di Livorno, costretta a vendere un negozio. C'è l'idraulico costretto a ipotecare un fondo di proprietà, in cui esercita la moglie, avvocato; e i proprietari della pista di go-kart di Cecina Mare che hanno scoperto di essere "morosi" col fisco quando hanno chiesto l'ampliamento della struttura, quella in cui si allena anche Kubica, il campione di rally. Ma quale ampliamento, si sono sentiti rispondere, se non avete presentato neppure il piano di esercizio degli ultimi due anni?"É certo - dice il sindaco - che siamo di fronte a una grave situazione di allarme sociale. E non c'è dubbio che dobbiamo fare tutto il possibile, perché non è giusto che persone che hanno fatto il loro dovere debbano ritrovarsi nel dramma per una colpa di altri". L'ostacolo è di tipo normativo. Nel caso di professionisti infedeli, infatti, la legge prevede che alle vittime vengano bloccate sanzioni e interessi. Ma solo in presenza di un'azione giudiziaria. Nella vicenda in questione, essendo deceduto il commercialista, non è possibile procedere per vie legali. Era stato infatti presentato un esposto alla procura di Livorno, ma è stato archiviato di prassi. «Abbiamo comunque le prove dei pagamenti - dice uno dei rappresentanti del comitato - effettuati con assegni intestati allo studio del commercialista». E invita anche le altre vittime a farsi avanti. «Ce ne sono tante - aggiunge - che preferiscono tacere perché si sentono sciocchi. Ma è importante far sentire la nostra voce».

@mariameini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana