Il presidio
Piazza Lavagna regno degli ubriachi
Gli abitanti si lamentano e denunciano: «Ci sentiamo abbandonati da tutti»
LIVORNO. Piazza Maria Lavagna è diventata un ritrovo per giovani che bevono e bivaccano tutto il giorno, creando non poco timore tra passanti e residenti. Lo denunciano i cittadini: «Sono cinque o sei e stanno in gruppo. Stanziano sulle panchine: chi chiacchiera, chi dorme per terra, chi gioca con i cani. E hanno sempre bottiglie di birra in mano. «Si fanno notare: dopo il loro passaggio vetri e lattine invadono la piazza - dice Gigliola Abeni, una residente della zona - non abbiamo mai assistito a nessuna aggressione, ma non stiamo tranquilli. Tutti passano alla larga». Anche il parroco spesso chiude i cancelli della chiesa: più volte hanno provato a entrare, chiedendo di poter usufruire dei bagni. «Dispiace, ma così non si può continuare: non ci fidiamo. «Dispiace soprattutto il fatto che siano tutti giovani anche se è difficile stimare la loro età: i loro visi sono segnati dallo stile di vita». Piazza Maria Lavagna, però, non è l’unico luogo frequentato dal gruppetto di giovani preso di mira: Rossella Sardi testimonia che «un po’ tutta la zona è interessata: nell’arco della giornata questi ragazzi si spostano e a diversi orari si possono trovare alla Conad di via Gramsci, al Sert dell’ospedale, alla mensa della Caritas e al Penny Market sull’Aurelia a chiedere l’elemosina». Abeni prosegue «a volte nella piazza passa anche la polizia, ma ormai questa gente è fissa qui. Sono giovani disadattati e sarebbe necessario che le associazioni competenti diano loro un po’ di ascolto e soprattutto un aiuto. Il disagio sociale tra i giovani è molto diffuso».
Tuttavia, i problemi di convivenza per chi abita in piazza, però, sono lampanti: Laura Cicora, una ragazza della zona, racconta: «Quando rincaso la notte, da sola, al buio, ho paura di passare perché spesso incrocio cinque-sei ubriachi. E ho paura. Questa mia sensazione ha trovato conferma: più volte ho visto i bambini del catechismo correre per arrivare il prima possibile all’ingresso della chiesa o persone anziane accelerare il passo mantenendosi a distanza. Evidentemente la mia impressione è condivisa». La situazione peggiora se si mette in conto anche che questi giovani tengono i loro cani liberi: «È un motivo di timore in più. Per quanto ne sappiamo, questi cani potrebbero non aver problemi a prendere la rincorsa e aggredire. Spesso passano carrozzine e passeggini oltre che anziani: la certezza di non dover temere niente, per di più sotto le nostre case, è più che legittima».
Cecilia Carneglia
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