Italia
Cosimi: «Non ci sto a fare il Pharmakos»
Presa di posizione del sindaco alla direzione Pd: amministrazione e politici restino uniti. L’aut aut sulle Province arriva a Rossi
LIVORNO. «Non ci sto a fare il Pharmakos». Così ecco che sul tavolo caotico delle nuove Province c’è finita pure l’antica Grecia. Questa frase il sindaco Alessandro Cosimi l’ha pronunciata lunedì sera davanti alla direzione del Partito democratico riunita in via Donnini. Una direzione infuocata, con la segreteria comunale di Yari De Filicaia che ha messo sul tavolo della discussione un documento durissimo sul riassetto delle Province in Toscana.
Documento che suona così: non ci stiamo a prendere schiaffi sul capoluogo, vogliamo chiarezza sul progetto regionale e sui rapporti di forza (anche politici) tra l’area metropolitana di Firenze e la costa, e se la musica non cambia siamo pronti a dire no alla costruzione a Livorno del mega inceneritore dell’Ato. Come a dire: ora vediamo se e quanto contiamo.
Un aut aut ai vertici fiorentini e forse anche un richiamo alle responsabilità di chi a lavoro c’è già da un po’. La prova muscolare delle segreteria livornese ha sicuramente preso in contropiede alcuni dei presenti. In pochi, diciamolo, si aspettavano una presa di posizione così forte. E il sindaco, intervenuto poco prima del consigliere regionale Marco Ruggeri, ha tirato fuori la frase: «Non ci sto a fare il Parmakos». L’immagine evocata parla da sola: Parmakos è il termine dalle mille accezioni, anche in chiave moderna, che rimanda al rito diffuso nelle città greche, simile a quello del capro espiatorio, che puntava alla purificazione della città attraverso l'espulsione di un individuo chiamato, appunto, Pharmakos...
All’indomani della riunione chiusa a tarda notte Cosimi ironizza sulla citazione «da vecchio amante di filosofia», ma dice anche che «il 2013 sarà un anno essenziale per chiudere tutta una serie di partite e per fare scelte importanti: l’unione tra l’amministrazione comunale e la rappresentanza politica è un punto necessario, se il rapporto funziona ne traggono giovamento entrambi...». Cosa ci sarà da aspettarsi nei prossimi mesi di elezioni e scelta dei candidati?
Intanto lunedì sera la direzione del partito ha deciso di fare suo il documento riportato ieri dal Tirreno: i segretari hanno manifestato la volontà di consegnarlo al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Nell’atto che ha scatenato reazioni contrastanti tra dirigenti ed eletti del partito, il Pd di via Donnini accusa di «non imparzialità» Marco Filippeschi, sindaco di Pisa e presidente del Cal, ovvero il Consiglio delle autonomie locali che ha avuto il compito chiave di presentare proposte di riordino del sistema del Province. Poi, ha ripetuto De Filicaia davanti alla direzione, «se non c’è chiarezza sul progetto regionale, siamo pronti a fermare tutti i processi di valenza toscana che passano da Livorno, a partire dal nuovo termovalorizzatore».
Juna Goti
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