Il Tirreno

Livorno

1300 esuberi nella nuova super Provincia

di Giulio Corsi
1300 esuberi nella nuova super Provincia

Secondo uno studio del Sole 24 Ore Livorno, Pisa, Lucca e Massa sono in testa alla classifica dei dipendenti di troppo. Intanto la Corte Costituzionale ha rinviato l’udienza sui ricorsi contro il taglio delle Province. Kutufà: «La solita decisione di non decidere»

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LIVORNO. Mentre la Corte Costituzionale ha rinviato l'udienza sui ricorsi presentati dalle Regioni contro il decreto Salva Italia sul taglio delle Province, da uno studio del Sole 24 Ore arriva un colpo pesante sulla testa dei lavoratori delle Province di Livorno, Pisa, Lucca e Massa. Il giornale di Confindustria ha preso in esame le piante organiche dei quattro enti, che oggi, sommate tra loro, fanno un totale di 1800 dipendenti. Ebbene, secondo Il Sole le eccedenze massime post accorpamento sarebbero 1385. Un numero che risulta decisamente sproporzionato ma che dà l’idea comunque di un terremoto alle porte per i “provinciali”.

Livorno, Pisa, Massa e Lucca risultano al primo posto nella speciale classifica delle eccedenze che in tutta Italia sarebbero 12mila e di cui la grande provincia della costa toscana rappresenterebbe un dieci per cento. Si tratta di dipendenti che potrebbero essere trasferiti alla Regione o ai Comuni (a seconda della decisione della Regione sulle competenze), molti dei quali però oltreché cambiare “datore di lavoro” rischiano quantomeno un trasferimento di palazzo se non di città.

540 invece gli esuberi nella città metropolitana di Firenze-Prato-Pistoia.

Per quanto riguarda la tanto attesa sentenza della Corte Costituzionale secondo quanto si apprende, il presidente della Consulta ha ritenuto di non entrare ancora nel merito di una materia che sta cambiando di nuovo, poichè è in corso di pubblicazione il decreto di riordino, approvato dal Cdm il 31 ottobre. Verrà pertanto fissata una nuova data per esaminare i ricorsi di Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Campania, Molise e Sardegna, più quello della Valle d'Aosta sullo stesso articolo del decreto.

«Seguendo l’esempio dei Cal toscani e della Regione Toscana la Corte ha deciso di non decidere - commenta, tra l’amaro e il sarcastico il presidente della Provincia di Livorno, Giorgio Kutufà - Sono sempre più preoccupato per il nostro Paese».

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