Il Tirreno

Livorno

Solidarietà dai colleghi della Provincia

Solidarietà dai colleghi della Provincia

Gli amici del padre si danno da fare per aiutare la famiglia a sostenere le spese per riportare la salma

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LIVORNO. Gara di solidarietà in Provincia per aiutare la famiglia Massidda a riportare in Italia la salma del giovane Marco. I colleghi del padre Francesco si stanno dando da fare per raccogliere dei soldi per contribuire alla forte spesa necessaria per il rimpatrio del corpo del ventottenne. Si parla di quasi diecimila euro.

Lo stesso presidente Giorgio Kutufà s’è interessato personalmente per favorire la raccolta, che è stata promossa dal circolo interno dei dipendenti della Provincia.

Francesco lavora nella parte amministrativa, in particolare nell’unità di risorsa idrica e gestione grandi utenze e segue il settore della difesa e protezione del territorio. La madre Donatella, invece, è impiegata negli uffici amministrativi dell’azienda sanitaria locale, in viale Alfieri. I coniugi abitano in Coteto e Marco ha vissuto con loro fino alla maggiore età, poi s’è dato ai viaggi.

Il ragazzo è sempre stato uno spirito libero, così lo descrive chi lo ha conosciuto. Un giovane ambizioso, animato dalla volontà di dare una svolta alla sua vita, uscendo dai confini provinciali. Proprio questo desiderio di successo l’ha portato a fare delle esperienze all’estero, e in Brasile sembrava che avesse trovato la sua strada. Invece il destino gli ha strappato i suoi 28 anni.

Amava vivere all’estero, Marco, ma non aveva certo dimenticato la sua città. Basti dire che su un sociale network era registrato come Marco di Livorno. L’ultimo contatto on line l’ha avuto il primo novembre, il giorno della festa: proprio quella notte ha trovato la morte. Poi niente più accessi on line.

Anche su internet la notizia s’è sparsa velocemente e in tanti hanno manifestato il cordoglio su facebook, esprimendo affetto e solidarietà ai genitori. «Una preghiera sincera da parte mia, dal profondo del cuore vi accompagnerà da oggi e per sempre, ogni giorno», scrive un amico. «È un grande dolore nel cuore», aggiunge un’altra. Un dolore incommensurabile.(l.l.)

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