«Mia nuora è troppo aggressiva» E le fa togliere il porto d’armi
La segnalazione della suocera alla polizia dopo una lite di ritorno dalle vacanze. Ma la donna, appassionata di tiro a volo, ha fatto ricorso al Tar e lo ha vinto
LIVORNO. Una suocera un tantino apprensiva e invadente e una nuora appassionata di tiro a volo e per questo munita di porto d’armi hanno innescato un procedimento amministrativo durato un anno e mezzo. Tutto è iniziato l’8 febbraio 2011 quando l’allora questore di Livorno ha revocato la licenza di porto d’armi a Sabrina Martelli.
Alla base della decisione l’affresco che la suocera della donna aveva fatto della nuora alla polizia nei mesi precedenti. Si legge nella sentenza del Tribunale amministrativo di Firenze del 22 ottobre scorso: «La madre del convivente della donna ha raccontato di un litigio avvenuto alla fine di una vacanza andata male per un problema di prenotazione facendo presente che il figlio negli ultimi tempi era in preda a raptus violenti». La donna ha anche spiegato che il figlio «era aggressivo nei confronti della convivente». Nel giugno dello stesso anno la Camera di consiglio, su richiesta del legale della donna, gli avvocati Stefano Salimbeni e Flavia Pozzolini, aveva accolto la domanda di sospensione cautelare del provvedimento.Quattordici mesi più tardi ecco la parola fine alla vicenda con la restituzione del porto d’armi alla donna e la condanna del Tar nei confronti del Ministero dell’Interno al risarcimento delle spese per duemila euro.
Secondo i tre giudici il provvedimento della Questura di Livorno «è stato preso sulla base di dichiarazioni della madre della convivente». Un po’ poco per toglierle il porto d’armi. Ma c’è di più. «L’unica persona che avrebbe potuto suffragare l’esistenza di un reale pericolo nella condotta del figlio era la compagna». Ma la donna quando è stata ascoltata «ha minimizzato l’esistenza di contrasti, riconducendoli nell’ambito di litigi tra coniugi, non degenerati in aggressioni fisiche». Ecco perché i presidente del Collegio spiega così i motivi per cui accoglie la richiesta di Sabrina Martelli di tornare in possesso del porto d’armi: «Non si può – scrive nelle conclusioni – su una così lacunosa ed unilaterale ricostruzione dei fatti fondare un provvedimento gravemente lesivo della sfera della sfera della ricorrente giustificandolo oltrettutto come una tutela nei suoi confronti in relazione ad un pericolo da lei stessa qualificato come insussistente». Dunque il «provvedimento va di conseguenza annullato».
Ora ci sarà da rimettere a posto i pezzi del rapporto tra suocera e nuora. Ma per quelli c’è sempre tempo.
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