In arrivo a breve i nuovi Daspo
Veronesi nel mirino: la Digos al lavoro per identificare i tifosi
LIVORNO. La Digos livornese ha spedito a Verona tutto il fascicolo relativo alle immagini dei tifosi del Verona accusati di apologia del fascismo e di aver offeso Pier Mario Morosini. Si tratta di materiale voluminoso (per lo più filmati e fotogrammi realizzati allo stadio Picchi), da cui emergono le responsabilità dei gialloblù che in occasione della partita del 20 ottobre hanno fatto il saluto romano e hanno intonato cori contro il giocatore amaranto scomparso a primavera in campo a Pescara.
Quattro tifosi veronesi sono già stati individuati e denunciati dalla polizia. Una pena esemplare quella nei loro confronti: oltre alle denunce, infatti, sono stati sottoposti a 5 anni di daspo, il massimo previsto dalla legge. Ciò vuol dire che per quel periodo non potranno mettere piede allo stadio. L’identificazione dei quattro è stata realizzata in breve tempo poiché quei tifosi erano noti alla Digos veronese, che è riuscita subito a dare ufficialmente un nome ai volti individuati dagli investigatori livornesi.
Più complesso invece è il lavoro per identificare i tifosi rimanenti (dovrebbero essere più o meno 16). Lo stadio del Verona è molto grande e solo i tesserati gialloblù sono 11.600. Questi grandi numeri rendono complicato il lavoro della Digos: se da un lato tutti i tifosi hanno la tessera, dall’altro però non è facile abbinare i volti ai nomi.
Il lavoro della polizia veronese procede comunque a ritmi serrati. E non appena sarà completato, il fascicolo tornerà a Livorno per la formalizzazione delle denunce e la comunicazione dei daspo. Le accuse contestate ai tifosi scaligeri sono apologia del fascismo, vilipendio dei morti (la famiglia di Morosini ha presentato querela, come anticipato dal Tirreno) e comportamenti contrari al regolamento dello stadio.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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