Il presidio
Dieci disoccupati «invisibili»
La denuncia dei lavoratori del corriere espresso Aws: «Licenziati e beffati»
LIVORNO. «Abbiamo lavorato per anni, ma adesso non abbiamo diritti. Nessuno ci considera, è come se non esistessimo. Pur con famiglie da mantenere, siamo invisibili».
Parte così lo sfogo di una decina di ex lavoratori del corriere espresso nazionale Aws, che adesso sono disoccupati e non possono contare su alcun ammortizzatore sociale. Perché a loro insaputa, durante gli anni lavorati, le cooperative di cui erano dipendenti pare non abbiano versato i contributi necessari.
«Siamo stati assunti vari anni fa (chi 5 chi addirittura 10) - racconta Riccardo Romboli, portavoce di questo gruppo di cittadini - presso la filiale locale del corriere espresso Aws. Eravamo autisti e facchini per le zone di Livorno e Pisa, con relative province».
Alla fine del luglio scorso la brutta notizia. «In quel periodo - prosegue Romboli - il corriere ha chiuso in tutta Italia. Così noi dieci dipendenti della sede di Livorno siamo stati licenziati. Noi non siamo mai stati assunti da Aws, ma dalle cooperative che avevano in appalto i lavori, che tra l’altro cambiavano continuamente. Le ultime due cooperative hanno lavorato con Aws per un brevissimo tempo: nove mesi una e un solo mese l’altra».
Un problema, questo del “lavoro-spezzatino” alle dipendenze di varie cooperative che gli ex autisti-facchini adesso comprendono con chiarezza.
«Quando ci hanno licenziati - dice ancora il lavoratore - tutti abbiamo sperato negli ammortizzatori sociali, per tamponare almeno per un po’ una situazione di gravissimo disagio sociale ed economico». Così il gruppo di lavoratori ha chiesto l’indennità di disoccupazione al patronato Cgil. «Dopo 45 giorni di attesa - dice ancora Romboli - abbiamo saputo che la richiesta è stata rifiutata perché le cooperative che avevano gli appalti da Aws pare non avessero versato i contributi». Così il gruppo ha sperato nei fondi regionali. «Il centro per l’impiego - spiega ancora il portavoce - ci ha fatto notare che, non avendo una continuità lavorativa di almeno 12 mesi con l’ultima cooperativa non abbiamo diritto ai contributi in deroga. In pratica non abbiamo diritto a nulla. Non conta niente se abbbamo lavorato per anni e anni. Siamo invisibili, non ci sono normative che ci tutelino».
Gli ex autisti-facchini della Aws a metà ottobre hanno consegnato una lettera al sindaco Cosimi e all’assessore provinciale al lavoro Anselmi: «Non abbiamo avuto alcuna risposta, e noi tutti abbiamo una famiglia da tirare avanti».
Anna Cecchini
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