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Appalti nel mirino, interrogato Giambastiani

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Appalti nel mirino, interrogato Giambastiani

L’ex direttore tecnico Asl indagato per abuso d’ufficio. L’avvocato «Il mio cliente estraneo ai fatti»

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LIVORNO. «Il mio cliente è estraneo ai fatti, i lavori dell’ospedale sono stati sempre affidati regolarmente, secondo quanto previsto dalla legge». Si difende così l’ingegnere Rinaldo Giambastiani, ex responsabile dell’area tecnica dell’Asl 6, attraverso le parole del suo avvocato Luciano Barsotti. L’accusa verso il dirigente Asl, contestata dalla Guardia di finanza, è abuso d’ufficio. E i lavori a cui si fa riferimento sono delle ristrutturazioni all’interno dei padiglioni dell’ospedale in viale Alfieri. In pratica, secondo quanto scritto dagli inquirenti nell’avviso di garanzia, Giambastiani, come dirigente dell’Asl, affidava a due ditte una serie di lavori, in particolare di ristrutturazione della rete fognaria, con procedura d’urgenza nel biennio 2007 - 2008.

La procedura d’urgenza comporta una trattativa privata: così facendo, si evita il concorso previsto negli appalti pubblici. E secondo l’accusa i lavori nel mirino delle fiamme gialle sarebbero partiti con ritardo, nonostante la richiesta della procedura d’urgenza. Ma il dirigente respinge con forza questa accusa e nell’interrogatorio, che s’è svolto in Procura qualche settimana fa, ha risposto spiegando la sua posizione. In particolare, Giambastiani ha detto agli investigatori della sezione della Finanza della Procura, che i cantieri in questione sono partiti con ritardo solo per motivi legati alla complessità dell’ambiente ospedaliero.

«Non s’è trattato di un ritardo voluto, ma indipendente dal controllo del mio cliente e legato a motivi oggettivi», dice l’avvocato Barsotti. Ma in base a quale criterio sono state individuate le due ditte? «Si tratta di due aziende di fiducia dell’Asl, che conoscevano già bene l’ospedale e che quindi erano in grado di svolgere un lavoro migliore nei padiglioni, vista anche la procedura d’urgenza - spiega il legale - Inoltre, il mio cliente all’epoca era solo direttore dell’area tecnica e non ha dato a nessuna persona in particolare il mandato di seguire i lavori, ma si è limitato a indicare le ditte che sono sembrate più idonee. La procedura d’urgenza è regolare ed è stata adottata secondo quanto previsto dalla legge (lavori con bassi importi, inferiori a 40mila euro)». Ora l’avvocato Barsotti e il suo cliente analizzeranno la consulenza tecnica effettuata dal perito del pm Giuseppe Rizzo, che segue l’inchiesta; poi, tra fine anno e inizio gennaio, ci sarà un altro interrogatorio.(l.l.)

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