Il Tirreno

Livorno

«Prg porto, occorre accelerare»

Ricci (Confindustria) incalza l’Authority: cronoprogramma per fare più in fretta

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LIVORNO. «Il piano regolatore del porto non può attendere: operatori, istituzioni, sindacati sono concordi. Dunque, ora è opportuno che si acceleri l’iter burocratico che dall’attuale fase di pre-adozione porti all’ultimo ok definitivo». È la richiesta che arriva dalla Confindustria per bocca del presidente Alberto Ricci: destinataria è l’Authority, ma senza ultimatum o strappi. Anzi, semmai nel clima collaborativo costruito attorno al patto per il lavoro – si aggiunge dal quartier generale di via Roma – vale come la richiesta di un cronoprogramma che «spinga tutti a far quadrare la tabella di marcia senza perdere tempo per strada».

Ricci fissa lo sguardo «sulle scelte della zonizzazione sull’affidamento del bacino a Azimut». La Porta a Mare, il numero uno confindustriale la vede per ora «concretizzata solo in parte»: tutti possono vedere avanzare la costruzione della parte a terra, ma quella in acqua no («ed è inutile dire che siamo tutti perfettamente consapevoli che la parte immobiliare senza porto turistico è uno sviluppo a metà»).

Ma è soprattutto sul Prg portuale che Ricci incalza Palazzo Rosciano: «La Regione ha richiesto alcune integrazioni. Ben venga la nascita di una task force che faccia tutto il possibile (e anche di più) pur di arrivare a completare quanto prima la procedura. Il governatore Enrico Rossi è venuto a darci uno scossone al workshop sulle crociere? Benissimo, c’è bisogno di essere decisionisti e operativi».

Ricci dice che «nessuno chiude gli occhi di fronte alla complessità delle cose»: però «se aspettiamo che tutti i tasselli combacino perfettamente, non resta che rassegnarsi allo stallo». Poi rincara: «Senza il Prg definitivamente approvato è difficile assicurare quella stabilizzazione che può attrarre investimenti».

E l’idea dei portuali di lanciarsi nel business delle crociere? «È meglio che ognuno faccia il proprio mestiere, di apprendisti ne abbiamo fin troppi», ribatte il presidente della Confindustria. «Ma il mio non è un giudizio sulla Compagnia bensì su questa specifica iniziativa: e poi le concessioni non nsono qualcosa che si può cambiare a piacimento secondo le necessità».

Ricci segnala che il porto «può diventare un modello da estendere anche ad altri aspetti di crisi della città» attraverso «la condivisione di obiettivio con le istituzioni e i sindacati» così da formare «una alleanza territoriale per affrontare i problemi».

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