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Livorno

Ma qui si paga meno perché il catasto è vecchio

Ma qui si paga meno perché il catasto è vecchio

L’assessore Nebbiai annuncia la rivoluzione di rendite e zone censuarie «Da noi Imu più alta ma importo per abitante tra i più bassi in Toscana»

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LIVORNO. «L’operazione di diminuzione dell’Imu è estremamente positiva e va esaminata anche alla luce del fatto che abbiamo le rendite catastali tra le più basse d’Italia: ecco perché Comuni che hanno mantenuto l’aliquota Imu più bassa di noi hanno ottenuto un gettito simile o addirittura superiore al nostro». A ripeterlo è l’assessore al bilancio, Valter Nebbiai, che conferma che nei prossimi mesi, in simbiosi con l’Agenzia del territorio, il Comune procederà a una revisione delle rendite catastali. L’effetto? Il sindaco in consiglio auspica una «revisione dei canoni catastali che porterebbe a una diminuzione delle aliquote». Ma mettendo mano alle zone censuarie (a Livorno ce n’è una sola) potrebbe accadere esattamente il contrario: valori e spese più alte.

Facciamo un passo indietro: ad aprile il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di delega per la revisione del sistema fiscale, presentato al parlamento a giugno. Nel disegno c’è, appunto, la riforma del catasto, che dovrebbe partire entro nove mesi dall’entrata in vigore del ddl. È in questo quadro che si è messa in moto anche la macchina comunale.

Fin dalle prime battute della discussione sull’Imu, la giunta livornese ha segnalato un’«anomalia»: i valori catastali per le singole categorie di immobili sono più bassi - per ragioni storiche - rispetto ad altri capoluoghi toscani come Firenze, Pisa e Siena. Nebbiai fa notare che considerando le aliquote Imu base al 4 e 7,6 per mille, l’importo totale in città è di 25.729.476 euro: 16.758.094 euro vanno al Comune, 8.971.382 allo Stato (7.786.712 è il gettito della prima casa). «Significa – continua – che l’importo totale per abitante è di circa 160 euro. A Pisa (che ha mantenuto l’aliquota Imu ben più bassa, ndr) l’importo totale per abitante è invece di 258 euro, a Firenze di 251, a Siena di 307 euro». Dati che, secondo l’amministrazione, dimostrano che a pesare sulla scelta di alzare al massimo (o quasi nel caso della prima casa) le aliquote sarebbero state anche le «notevoli differenze delle tariffe d’estimo». Più alti - chiude Nebbiai - anche gli importi per abitante dei principali comuni della provincia: dai 165 euro di Collesalvetti ai 500 euro di San Vincenzo.

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