Il Tirreno

Livorno

Già bruciati 160 cassonetti danni per centomila euro

Un centinaio i colpi messi a segno nelle ultime settimane dal piromane Gli ultimi l’altra notte in centro e alle Sorgenti. Indaga la squadra mobile

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LIVORNO. Altri cassonetti in fiamme negli ultimi due giorni alle Sorgenti e in centro, in via Di Franco. Una caccia all’ultimo bidone quella del piromane, che non ferma la sua corsa incendiaria. E la tecnica non si smentisce: il vandalo colpisce e scappa, e riesce incredibilmente a non lasciare traccia. Finora i vigili del fuoco non hanno mai trovato accanto ai bidoni acceleranti particolari come benzina o altri liquidi infiammabili. Il piromane, infatti, sfrutta il fatto che dopo un incendio vasto ogni traccia viene distrutta. E non risultano neanche testimonianze schiaccianti di cittadini che abbiano visto gente scappare dopo i roghi. Il dolo è comunque evidente - come spiegano gli esperti - nel momento in cui nella stessa notte brucia una notevole quantità di cassonetti. Ci sono stati casi, nelle settimane precedenti, in cui ne sono bruciati addirittura una decina nell’arco della stessa notte. Questo rende più difficile il lavoro della polizia che è alle prese con un piromane molto scaltro, che si muove con astuzia.

È anche vero, d’altro canto, che il malvivente agisce sempre nelle stesse zone e nelle medesime fasce orarie. Anche giovedì sera, il rogo in via Di Franco è scoppiato poco prima delle 23.10. Alle 00.09 invece un altro bidone è bruciato in via Vittorio Emanuele Orlando, alle Sorgenti. La maggior parte degli incendi contestati al piromane avvengono tra le 20 e le 21, e nel weekend, a più riprese, i roghi scoppiano anche più tardi, tra le 23 e le 1.

Non cambiano neanche le zone: i quartieri nord della città e il mercato sono le aree preferite dall’incendiario. In particolare, un vero record di cassonetti bruciati (spesso anche gli stessi) c’è stato in via Provinciale Pisana, e poi numerosi in via Zola e in piazza XX Settembre e dintorni.

In tutto, dall’inizio dell’anno sono oltre 160 i cassonetti bruciati. Ma negli ultimi mesi, in particolare da agosto, c’è stata una vera e propria escalation. A giugno i bidoni dati alle fiamme erano una sessantina, il che vuol dire che dall’estate in poi ne sono andati in fumo almeno un centinaio. Con un danno totale di circa 100mila euro. Numeri da capogiro. Senza contare il disagio sociale che crea quella allerta continua dovuta ai roghi, che oltre tutto si unisce al timore che possano bruciare - come è già successo - anche automobili. Qualche sera fa, sono stati gli stessi cittadini a spegnere le fiamme di un cassonetto in via Mastacchi. La terza sezione della squadra mobile sta indagando sui casi. Nelle zone sono aumentati i pattugliamenti, ma per ora il piromane - ahinoi - sembra non sbagliare un colpo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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