Prc: stop ai guai fra crociere e merci
«Uno scalo è zoppo se non ha il bacino per le riparazioni La Porto 2000 resti pubblica anche se l’Authority vende»
LIVORNO. «Il porto deve cercare una sinergia fra traffici turistici e traffici merci. Il nostro partito non è contro le navi da crociera ma questo settore non deve andare a discapito delle rotte commerciali». A sottolinearlo è Mauro Grassi, segretario del circolo porto di Rifondazione comunista, presentando insieme al segretario della federazione livornese Lorenzo Cosimi le posizioni del partito sul fronte della portualità nel corso di un incontro al quale hanno partecipato anche Carlo Savi e a Luigi Moccia, lavoratori rispettivamente di Unicoop e Agelp. «Non vogliamo – avverte Cosimi – che si perda né una crociera né un prodotto forestale, la programmazione deve cambiare passo. Così come la capacità delle istituzioni locali di fa sentire la propria voce nel comitato portuale».
Lorenzo Cosimi sottolinea che «attualmente il porto di Livorno sta attraversando una forte crisi: c'è una conflittualità che non viene risolta. Il porto, invece, deve mantenere la sua centralità commerciale, restando una delle principali attività industriali livornesi e della nostra regione». Al centro dell'attenzione dev'essere posto il destino dei lavoratori: «Il loro futuro deve essere messo in primo piano: vogliamo garanzie. E, a questo proposito, il ruolo dei sindacati deve essere incisivo. Occorre capire il ruolo del porto all'interno del piano regionale di sviluppo e, per questo, vorremmo aprire un dialogo con il presidente della Regione Enrico Rossi».
Ma c'è anche la questione delle riparazioni navali. «In primo luogo, occorre ripristinare a Livorno un bacino di riparazioni: un porto senza bacino è un porto claudicante». Per Rifondazione l'Autorità Portuale deve far scendere le proprie quote nella Porto 2000, ora attorno al 75%, ma aprendosi ad altri soggetti pubblici. Insomma, la società deve rimanere pubblica: e per le assunzioni è opportuno che proceda per bandi anziché per chiamata diretta come avviene adesso.
Savi chiede che siano garantiti i posti di lavoro nelle aziende che operano all'interno del porto di attraverso una «trasformazione che sia in accordo con i lavoratori». Per Moccia la questione Agelp reclama una maggiore presenza dell'Authority e maggior rispetto della normativa sulla fornitura di manodopera nei picchi di lavoro nelle aziende portuali livornesi.
Rosanna Harper
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