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Morto anche il secondo ibis che era stato “impallinato”
LIVORNO. È morto il secondo esemplare di ibis eremita abbattuto qualche giorno fa a San Vincenzo dalla fucilata di un cacciatore, originario della provincia di Lucca, che poi è stato rintracciato e...
LIVORNO. È morto il secondo esemplare di ibis eremita abbattuto qualche giorno fa a San Vincenzo dalla fucilata di un cacciatore, originario della provincia di Lucca, che poi è stato rintracciato e denunciato mercoledì dalla polizia provinciale di Livorno.
La scarica aveva ucciso anche un altro volatile appartenente alla stessa specie a rischio di estinzione.
L'ibis è stato ritrovato ieri mattina privo di vita dal responsabile del Cruma (Centro di recupero uccelli marini e acquatici della Lipu che ha sede in città), Gianluca Bedini, dove era ricoverato.
L’esemplare morto è una femmina 'Jedi' che, nonostante le cure, stava già molto male. Aveva una zampa e un'ala completamente rovinate dal piombo, ma la cosa che preoccupava di più era un pallino che aveva perforato l'addome.
Al Cruma è ancora ricoverato anche un esemplare maschio di ibis, ferito in un altro episodio di bracconaggio avvenuto sempre nei giorni scorsi: sta reagendo alle cure anche se è sempre in prognosi riservata.
La Lipu intanto lancia l'allarme bracconaggio e fa presente come il centro Cruma dall'inizio della stagione venatoria sia da tempo affollato di rapaci e di specie protette colpiti da fucilate durante battute di caccia.
«Sono almeno una trentina dal primo di settembre i ricoveri per uccelli rari e protetti che sono stati impallinati - dice Bedini -. Abbiamo ad esempio un gufo di palude, specie molto rara, che ha perso un occhio per un pallino che gli si è conficcato nel cervello. Oltre al gufo tra gli altri ci sono due sparvieri, 3 falchi pecchiaiolo, uno smeriglio, un picchio verde, un falco di palude, una poiana e un gheppio, tutti colpiti da armi da fuoco».
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