Italia
La Provincia inizia la protesta
Cartellini appesi alle giacche e alle entrate degli uffici per contestare la riforma: «Difendiamo il nostro lavoro»
LIVORNO. Avevano promesso una serie di iniziative per difendere non il capoluogo ma il loro posto di lavoro. E i servizi ai cittadini che gli uffici provinciali attualmente riescono a fornire. E ieri hanno già iniziato a mettere in pratica la loro protesta. I dipendenti di palazzo Granducale per tutta la giornata lavorativa hanno indossato un cartellino al posto di quello che generalmente reca il nome e cognome, con su scritto poche parole ma un messaggio chiaro: “Difendiamo il nostro posto di lavoro”. Ha aderito la maggiorparte dei lavoratori. Che al cartellino hanno abbinato anche piccoli manifesti appesi all’entrata di ogni ufficio in modo da rendere partecipi i cittadini e chi si trovasse nel palazzo.
«Il dibattito ristagna sul campanilismo dei capoluoghi e sui confini territoriali. Nessuno ricorda che il centralismo regionale sposterà competenze e funzioni in sedi più lontane dai cittadini. Nessuno s'interroga sul futuro dei 4600 dipendenti pubblici della Toscana», il concetto di fondo che avevano evidenziato nei giorni scorsi i sindacati.
La campagna proseguirà domani (quando la giunta regionale si riunirà per la discussione sulle province) con una "sfilata" dei dipendenti pubblici, che indossando cartelloni di protesta, a turno, manifesteranno davanti alle sedi lavorative (piazza del Municipio, complesso della Gherardesca, Centri impiego, ecc).
Ma ci saranno interventi su internet, sui social network e negli uffici: ancora cartelli e cartellini affisi sugli abiti degli impiegati che esporranno informazioni sulla riforma nelle proprie postazioni, ricordando il vuoto che rischia di aprirsi con le trasformazioni in atto.
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