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Su Facebook va in scena la diretta

Su Facebook va in scena la diretta

«Ho uno dei miei migliori amici all'ospedale e due che hanno rischiato di andarci. Perche poi? Questo è quello che mi fa arrabbiare di più, perché bisogna fare delle cose del genere?». È domenica...

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«Ho uno dei miei migliori amici all'ospedale e due che hanno rischiato di andarci. Perche poi? Questo è quello che mi fa arrabbiare di più, perché bisogna fare delle cose del genere?». È domenica e su Facebook la voce dell’aggressione ai tre ragazzi ha già fatto il giro del web, si è sparsa, è stata commentata, rilanciata, in qualche caso gonfiata.

A scrivere è uno degli adolescenti che vedendo il proprio amico in difficoltà, assieme ad altri due, avrebbe raggiunto gli aggressori per cercare di farsi vendetta da soli. Il suo post in poco più di 24 ore ha fatto quasi duecento mi piace e decine di commenti. All’inizio c’è chi chiede chi dei ragazzi sia finito all’ospedale.

«Gli hanno quasi rotto la mascella – risponde l’altro – erano in tre a prenderlo a pedate». È in questo modo che gli amici hanno saputo quello che era successo tra via Ricasoli e via Meyer.

«Che gente di merda» si lascia andare uno. «La polizia ha fatto qualcosa contro questa banda di cretini?», domanda una ragazza. «Ma cosa gli deve fare la polizia – risponde un’altra – Non faranno nulla come al solito. Dovrebbero rinchiuderli a vita o farli soffrire come cani». A distanza di due giorni, le indagini sembrano aver raggiunto l’obiettivo sperato. «Ma cos'é successo – cerca di capire qualcuno – dal nulla vi siete iniziati a picchiare?» Ma ormai la conversazione ha preso la piega del giustiziolismo.

«Dovrebbero metterli in galera e butta via la chiave», si lascia andare un altro. «In questi casi prenderei una pistola e l'andrei a cercare uno per uno sotto casa voglio vede chi scende e chi se la fa addosso», rilancia una altro Un’idea su chi possa essere stato qualcuno ce l’ha: «Gente non capirà mai nulla nella vita». E ancora: «Sono sempre i soliti che il sabato sera devono fare i "ragazzacci" picchiandosi». Il motivo sembra semplice ai loro occhi: «De ma capiscili. Sennò non sono abbastanza al centro dell'attenzione», sentenzia qualcuno. «Esatto lo fanno per questo». Ecco perché alla fine della conversazione c’è chi medita la vendetta che speriamo resti solo un sentimento provocato dalla rabbia: «Occhio per occhio dente per dente». «Giuste parole», replica uno dei ragazzi coinvolti. Molto probabilmente la soluzione del caso in meno di 24 ore potrebbe calmare gli animi. Il prossimo sabato senza dubbio sarà comunque da bollino, sperando che la temperatura resti alta solo nelle frasi dei social network.

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