Il Tirreno

Livorno

Annessi agricoli il comitato dice no all’idea di Grassi

di Martina Corirossi

Amadio (Pdl) chiede l’istituzione di una commissione di inchiesta sui controlli agli attivisti anti-discarica

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LIVORNO. Un secco "no" è la risposta di Rosaria Scaffidi, portavoce del Comitato del Limoncino, alla proposta dell'assessore Mauro Grassi per risolvere l'annosa questione degli annessi agricoli. Ieri pomeriggio la quarta commissione consiliare ha ascoltato alcuni membri del comitato. Un intervento che ha scatenato non poche polemiche. «Abbiamo diritto – spiega Scaffidi – a un annesso dignitoso e decoroso dove riporre l'attrezzatura e i prodotti in cui abbiamo investito i nostri risparmi. Non accettiamo di essere accusati di abusivismo». Assente Mauro Grassi, assessore all'ambiente, che attraverso una nota ha fatto sapere che illustrerà la proposta di variante anticipatrice per regolamentare la questione degli annessi durante la quarta commissione "Assetto del territorio", che si riunirà nei prossimi giorni. Una proposta che parte da un progetto regionale e di intesa con altri enti locali. Un documento che dovrà definire "le norme di tutela, di valorizzazione e di salvaguardia del futuro Parco Urbano delle Colline Livornesi". Proprio quest'ultimo capitolo manda su tutte le furie il comitato che definisce il riferimento alla tutela ambientale, «un escamotage per appropriarsi definitivamente della strada che conduce alla discarica». «Un documento che ci offende», conclude Scaffidi.

Ma il vero nodo della questione sono le "ritorsioni" denunciate attraverso un comunicato dei frontisti diffuso ai consiglieri. «Quelli tartassati dai controlli, e mi dispiace intrecciare i due discorsi – ammette Scaffidi - sono proprio i 31 firmatari del no alla discarica». Il documento presentato dai portavoce del comitato e diffuso in aula incontra la dura condanna di Gionata Giubbilei (Pdl). «È inammissibile indirizzare accuse così gravi alla giunta e ai suoi lavori. In quest'aula, solo i consiglieri possono permettersi di attaccare le decisioni della giunta». Cerca di ristabilire la calma il capogruppo del Pd Massimo Gulì: «comprendiamo le vostre necessità, accettiamo la vostra richiesta e faremo il possibile per individuare una soluzione che consenta il rispetto delle regole e l'utilizzo del terreno nella maniera più corretta». Profondo disaccordo per l'andamento dei lavori viene espresso da Marcella Amadio (Pdl). «Per prima cosa – commenta – mi voglio dissociare dal comportamento del consigliere Giubbilei. È intollerabile invitare i rappresentanti di un comitato per un'audizione e fare loro un processo». Amadio chiede con forza che sia fatta luce sulla questione dei presunti controlli ai danni degli attivisti contro la discarica: «Se così fosse – aggiunge - sarebbe vergognoso. Chiederò formalmente che sia istituita una commissione d'inchiesta». E infine, la consigliera Pdl incalza il Comitato a presentare una controproposta nella speranza di giungere a un documento che sia il risultato del confronto tra le parti in causa. «Nessuno meglio dei proprietari degli annessi – conclude – può conoscerne le necessità e le specificità tecniche».

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