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Rapinatori esperti sapevano bene dove e come colpire
La squadra mobile sta indagando tra coloro che per lavoro o per caso potevano conoscere la villa
LIVORNO. Rapinatori esperti, giovani, forse dell’Est Europa. Lo fa pensare l’accento straniero con cui pronunciavano le pur corrette frasi in italiano, e anche l’uso dei cacciaviti. Senza contare che, in base all’esperienza investigativa, il reato del furto in villa è tipicamente commesso da bande dell’Est. Ma si tratta di ipotesi tutte ancora da verificare. La squadra mobile della polizia, guidata da Marco Staffa, sta indagando per dare un volto e un nome ai due banditi che mercoledì sera hanno picchiato e derubato i coniugi Nista e le due anziane, la mamma di lei e la zia di lui, che erano in casa.
Un dato confortante per rintracciare i due malviventi viene dal fatto che Giuseppe Nista e sua moglie Patrizia Marini hanno visto abbastanza bene i malviventi e molto probabilmente sarebbero in grado di riconoscerli. I due infatti indossavano una tuta nera e avevano il cappuccio calato sul viso. E si tiravano su il bavero per cercare di coprire il volto. Ma spesso, durante il movimenti concitati all’interno della casa, a caccia disperata di contanti, il collo della tuta scendeva rendendo il volto dei due banditi più visibile.
Per questo ieri mattina, dopo le prime dichiarazioni rese dai due alla polizia la sera stessa dei fatti, i coniugi Nista sono tornati in questura in via Fiume per un ulteriore testimonianza. E in quell’occasione gli investigatori della terza sezione Antirapina della squadra mobile hanno mostrato alle vittime dell’agguato alcuni fascicoli fotografici, a caccia dei malviventi.
In base a quanto emerso, i due non avevano dimestichezza con la casa, ma di sicuro avevano preparato il colpo nei dettagli. Secondo gli investigatori, inoltre, i banditi erano a conoscenza della struttura della villa. E non è escluso che i due siano stati istruiti da qualcuno che ha avuto a che fare con i Nista. Già nel passato la villa era stata presa di mira dai ladri. Lo racconta la moglie Patrizia Marini: «Una volta mi trovai faccia a faccia con un ladruncolo, e poi anche in un’altra occasione ci fecero visita i soliti ignoti. Forse, però, in quei casi i furti erano legati ad alcuni lavori che avevamo fatto in casa poco prima».(l.l.)
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