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Ospedale di comunità, crescono i posti letto
L’Asl 6: in meno di due anni ospitati 500 pazienti, modello innovativo per la sanità del futuro
LIVORNO. L’Asl sottolinea che continua a crescere l'offerta sanitaria dell'ospedale di comunità che, in poche settimane, ha visto passare la propria disponibilità da 15 a 21 posti letto con un aumento vicino al 50 per cento. «In meno due anni - racconta Milli Caschili, coordinatrice sanitaria dell'ospedale di comunità - nella nostra struttura abbiamo ospitato circa 500 pazienti a dimostrazione di una grande richiesta per un'offerta che si colloca a metà strada tra l'assistenza ospedaliera e quella domiciliare. Fattori sociali e sanitari stanno facendo aumentare il numero di persone che non avendo bisogno di un ricovero ospedaliero, non possono ricevere a casa un adeguato livello di cure. Da qui la grande richiesta di accesso che può essere avanzata esclusivamente dal proprio medico di famiglia. Fino ad ora sono stati oltre cento, ovvero più della metà i medici che hanno indirizzato a questa struttura un loro assistito a testimonianza del fatto che la nuova offerta è stata subito apprezzata dagli addetti ai lavori. Questo grazie anche al prezioso lavoro di Fabrizio Bigazzi, coordinatore dei medici di famiglia per l'ospedale di comunità e della coordinatrice infermieristica Maria Grazia Benigni».
«Nell'ospedale di comunità - continua Caschili - si trova assistenza infermieristica e alla persona sulle 24 ore, ma essendo destinata a pazienti con malattie non acute, non è prevista una presenza medica continuativa garantita, però, con le stesse modalità del domicilio, dal proprio medico di famiglia. Ma non si tratta, è bene chiarirlo, di una struttura per lungodegenti, tant'è che la permanenza media si aggira attorno alle due settimane".
L'Asl 6 chiarisce di aver investito molto nella realizzazione di questo tipo di strutture. «Davanti a una popolazione che invecchia e che convive per anni con malattie croniche - dice Monica Calamai, direttore generale dell'Asl 6 - una risposta assistenziale di questo tipo diventa sempre più fondamentale. Si tratta di un modello innovativo e flessibile che traccia una rotta importante per la sanità del futuro. Non dimentichiamoci, infatti, che si tratta di un'offerta di sanità territoriale che aiuta l'ospedale ad essere sempre più un luogo per malati in fase acuta lasciando alle altre strutture la gestione degli altri momenti».
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