Chiesta la cassa straordinaria lettera dei sindacati ai politici
LIVORNO. I sindacati che difendono i lavoratori della ditta Bellabarba, senza stipendio da mesi, hanno scritto a tutti i capigruppo del consiglio comunale, al sindaco Alessandro Cosimi e al...
LIVORNO. I sindacati che difendono i lavoratori della ditta Bellabarba, senza stipendio da mesi, hanno scritto a tutti i capigruppo del consiglio comunale, al sindaco Alessandro Cosimi e al vicesindaco Bruno Picchi. Nella lettera, che porta la firma di Fabio Verdiani (Uil), viene lanciato un appello ai rappresentanti della politica e alle istituzioni affinché si attivino per una «sollecitazione unanime» nei confronti del ministero.
Nei giorni scorsi, infatti, dopo un delicato incontro in Provincia, l’azienda ha chiesto l’attivazione della cassa integrazione straordinaria per tutti i suoi dipendenti (una quarantina). I lavoratori erano già in cassa ordinaria, fino a fine settembre.
Verdiani, nella nota inviata ai capigruppo, scrive che la società Bellabarba, ferma da agosto, «è arrivata a un drammatico punto di non ritorno», a meno che, sottolinea, non si verifichino «cose straordinarie».
Il sindacalista traccia tre strade: ingresso in società di un nuovo soggetto imprenditoriale, vendita totale oppure «riattivazione di investimenti fatti», che tradotto sta per dissequestro della discarica del Limoncino.
Per scongiurare il fallimento (le banche chiedono di rientrare di sei milioni di euro), dalla famiglia Bellabarba hanno già confermato di essere in trattativa con alcuni imprenditori: fino a oggi si è parlato di Bottoni e Abate, ma ora il cerchio sembra essersi allargato a capitali extra livornesi.
Intanto è partita la richiesta di cassa integrazione straordinaria di dodici mesi per i dipendenti che non vedono un euro da luglio. L’obiettivo, scrive Verdiani, è «non disperedere il patrimonio umano e professionale dell’azienda, in attesa che qualcosa si muova».
«Conoscendo l’iter presso il ministero – aggiunge rivolgendosi a consiglieri e vertici delle istituzioni – è necessario attivarsi per una sollecitazione unanime».
Il primo a rispondere all’appello dei sindacati è stato il capogruppo di Città Diversa, Marco Cannito, che ieri ha fatto sapere di avere inviato una nota al ministero del lavoro e all’assessorato del lavoro della Regione Toscana chiedendo la firma del decreto necessario ad attivare l’ammortizzatore sociale, «così come già avvenuto per la ex Delphi e in altre occasioni simili, con urgenza, data la situazione disperata dei lavoratori». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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