Il presidio
Per il consiglio si arriva a 60mila
Di Bonito alla fine fornirà i dati degli eletti: «Ma evitiamo strumentalizzazioni»
LIVORNO. «Non vogliamo essere strumentalizzati: a questo punto ho chiesto agli uffici di fornire il dettaglio di quanto spende ogni consigliere per svolgere la propria attività. Non ci stiamo a finire nel calderone delle polemiche che sono scoppiate intorno alle Regioni». Fabio Di Bonito, Pd della Val di Cornia, è il presidente del consiglio provinciale che riunisce 29 rappresentanti delle diverse forze politiche. Il suo è un incarico istituzionale, che vale circa 55mila euro lordi all’anno.
Fino a qualche giorno fa dall’ufficio di presidenza si sono rifiutati di fornire il dettaglio dei rimborsi richiesti da ogni consigliere per evitare, aveva ripetuto Di Bonito, «strumentalizzazioni». Linea che però non era piaciuta neppure al partito del presidente, il Pd, che per voce del capogruppo Elis Bufalini si era detto pronto a fornire le spese dettagliate dei consiglieri democratici.
Dopo una serie di telefonate incrociate ecco quindi il ripensamento di Di Bonito che non lo ripara dalla brutta figura ma lo mette sulla buona strada: «Lunedì daremo tutti i dati, consigliere per consigliere. Un’operazione trasparenza dettagliata e spiegata. Alcuni rimborsi a prima vista possono sembrare uno sproposito, ma non lo sono». E fa due esempi: «Giuseppe Coluccia (Pd) e Alessandro Corsinovi (Pdl), che sono tra i consiglieri più attivi e presenti, si spostano da Grosseto e da Firenze. Per Grosseto fanno più di 260 chilometri andata e ritorno: se mettiamo in conto 0,40 euro di benzina rimborsata a chilometro, per una decina di trasferte al mese arriviamo già a più di mille euro solo per raggiungere Palazzo Granducale e svolgere l’attività per cui si è stati eletti».
In attesa di lunedì, dalla Provincia fanno sapere che «al 31 agosto di quest’anno la cifra complessiva sostenuta dall'ente per rimborsare tutti i componenti del consiglio è stata di 59.332,76 euro, mentre lo scorso anno è stata è stata di 92.209,84 euro». «Per quanto riguarda i pedaggi – continua la nota – il rimborso avviene solo se documentato e solo se serve per raggiungere la sede della provincia o la sede della missione autorizzata. L'autocertificazione per chilometraggio e pedaggi è, comunque, sottoposta a riscontro da parte degli uffici». Si precisa, inoltre, che «il consigliere che abita fuori sede mangia a proprie spese quando è a Livorno per motivi di mandato. Quando è in missione (preventivamente autorizzata dal presidente del consiglio) riceve un rimborso, dietro presentazione della documentazione, che varia da un massimo di 28 euro per le missioni di durata inferiore a 6 ore, fino a un massimo di 52 euro al giorno per missioni superiori alle 6. Se si superano 18 ore con pernottamento il rimborso massimo è di 184 euro».
«Per consiglio e commissioni – chiude Di Bonito – i consiglieri hanno diritto a un gettone di 57, 42 euro lordi a seduta, mentre i gruppi hanno un budget di 500 euro a consigliere per svolgere attività politica, non 200mila come nella Regionali Lazio. In tutto fanno 15mila euro nel bilancio dell’ente, che vengono gestiti dai capogruppo e che spesso vengono usati per le ricariche telefoniche». (j.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
